
Luterani e cattolici: raccontare una storia diversa
Luterani e cattolici sperano di commemorare insieme ad Augusta, nel giugno 2030, i cinquecento anni della Confessione augustana.
La delegazione luterana, con la CELI
I vertici della Federazione Luterana Mondiale (LWF) sono stati ricevuti oggi in Vaticano da Leone XIV: si tratta del primo incontro ufficiale dall’elezione del Papa, nel conclave del maggio 2025.
Della delegazione faceva parte anche il Decano della CELI, dr. Johannes M. Ruschke.
Dall’udienza è arrivata una proposta precisa: la commemorazione ecumenica dell’anniversario della Confessione Augustana, nel 2030.
«È nostra speranza – ha detto il presidente della Federazione, Henrik Stubkjær – che cattolici e luterani possano commemorare insieme questo anniversario il 25 giugno 2030 ad Augusta, dove la Confessione fu presentata per la prima volta».

Foto: ©Vatican Media
Una Confessione ecumenica
Il passaggio centrale riguarda la natura di quel documento che ambiva, già nel 1530, a rappresentare «una proposta ecumenica alla chiesa».
Una proposta «che metteva in luce le radici apostoliche delle riforme e il desiderio dell’unità», ha detto Stubkjær.
La Confessione Augustana – ha proseguito – «non è mai stata pensata per dividere: cercava un dialogo per un discernimento reciproco nell’annuncio del vangelo nel suo tempo».
Nel Cinquecento quel tentativo fallì, e ne seguì la separazione. «Oggi, però, possiamo cominciare a raccontare una storia diversa».
Alla luce dei sessant’anni di lungo e consolidato dialogo tra luterani e cattolici. Un dialogo che la commissione internazionale luterano-cattolica sull’unità vuol rendere proficuo preparando proprio una dichiarazione congiunta per quell’anniversario.
La risposta del Papa
Per Leone XIV «la comunione rinnovata nella fede apostolica, nei sacramenti e nei ministeri è la meta del nostro cammino ecumenico».
E sul 2030 ha aggiunto in questo «nostro cammino dal conflitto alla comunione ci sono momenti speciali. Il 2030 può diventare uno di questi momenti condivisi: un’esperienza ecumenica profonda che può dare nuova energia e gioia ai passi che faremo verso la piena unità visibile».
La Federazione luterana ha ringraziato il Papa per i suoi ripetuti appelli al disarmo, al rifiuto delle armi e alla necessità del dialogo.
E anche per le preoccupazioni espresse nella lettera Magnifica Humanitas sul futuro dell’intelligenza artificiale.
Tutti temi su cui la Federazione è spesso intervenuta e che evidenziano preoccupazioni comuni.
Dieci anni da Lund
Nell’ottobre 2016, proprio dieci anni fa, a Lund e Malmö, i responsabili luterani commemorarono insieme a papa Francesco i cinquecento anni della Riforma.
«Esattamente dieci anni fa, questo mese», ha ricordato Stubkjær «il cammino ecclesiale dal conflitto alla comunione tra cattolici e luterani ha portato frutti significativi, non ultima la Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione».

Due doni, e uno viene da Gerusalemme
La delegazione ha consegnato al Papa una copia della croce creata per la commemorazione di Lund.
E una coppa a forma di melagrana, fatta a mano da giovani palestinesi al Centro di formazione professionale della Federazione a Gerusalemme est.
La forma, ha spiegato Stubkjær, richiama «vita, abbondanza e speranza in Terra santa». Le decorazioni esterne — tralci di vite e foglie d’olivo — rimandano a riconciliazione, resilienza e cura: i valori del lavoro che la Federazione porta avanti in quel centro, con la Chiesa Evangelica Luterana in Giordania e Terra santa, e all’ospedale Augusta Victoria, dove si curano i malati oncologici palestinesi.
In un’udienza sull’unità dei cristiani, il dono è uscito dalle mani di ragazzi che vivono sotto occupazione.
La meta
La segretaria generale della Federazione, Anne Burghardt, ha esplicitato la meta cui si vorrebbe giungere: la croce di Lund, ha sottolineato, «è segno del nostro impegno continuo verso la piena comunione». E l’obiettivo di quel cammino è «che luterani e cattolici possano condividere i sacramenti insieme attorno alla tavola del Signore».
È la stessa richiesta che i vescovi luterani norvegesi avevano portato al Papa ad agosto, pensando alle famiglie in cui uno dei due coniugi è cattolico e l’altro luterano.
Quattro anni separano da quella data. In Italia, dove molte sono le famiglie “miste”, il conto è facile da fare.