
In Sicilia la Comunità luterana è un viaggio
Gibellina, Trapani, il Grande Cretto di Burri e un culto insieme alla Comunità valdese: la comunità luterana siciliana in cammino.
Il Grande Cretto e la memoria
La primavera siciliana può essere già molto calda. E ventosa.
Destinazione Gibellina e poi Trapani.
E a Gibellina i luterani e le luterane di Sicilia hanno incontrato il tempo sospeso.
Per essere precisi a Gibellina Vecchia, rasa al suolo dal terremoto del 1968 nella valle del Belìce, oggi ricoperta dal Grande Cretto di Alberto Burri: la più grande installazione di land art d’Europa.
Una colata di cemento bianco che segue i tracciati delle strade e delle case sepolte, come una mappa del dolore trasformata in opera.

Sono migliaia le opere d’arte che animano la nuova Gibellina, nata dalle ceneri dell’antica.
Così, tra sole e vento, la Comunità luterana di Sicilia si è messa in viaggio lo scorso fine settimana per trascorrere alcuni giorni all’anno insieme.
Un intero sabato dedicato a scoprire questo luogo straordinario, tra piazze-museo e richiami ad una fede antica che si intreccia con la memoria, con l’arte in modo inestricabile nel tessuto di una terra ferita e risorta.

Domenica Exaudi: ascoltare insieme
La domenica mattina il gruppo ha raggiunto Trapani per il culto organizzato insieme alla locale Chiesa Valdese.
La moderna chiesa illuminata dal sole — tra membri della comunità valdese e pellegrini luterani — ha accolto tutti e tutte davanti alla stessa Parola. Era la domenica Exaudi — Ascolta.
La predicazione della Pastora luterana Heidi Lengler ha preso le mosse da Giovanni 16,5-15, dalle parole di congedo di Gesù ai discepoli, e da quella frase che suona quasi come un paradosso: «È bene per voi che io me ne vada».
Come può essere un bene la partenza? Come può la perdita aprire a qualcosa di più grande?

“Dio porrà la sua legge dentro di loro”
La risposta viene dallo Spirito — ma anche dal profeta Geremia, che in un tempo di esilio e smarrimento annuncia una nuova alleanza scritta non su tavole di pietra, ma dentro il cuore umano.
Già, il cuore. Ogni cuore: sia esso gioioso o ferito, forte o timoroso.
Non una legge imposta dall’alto, ma una relazione viva.
«Quando lasciamo che Dio scriva la sua legge nel nostro cuore», ha detto la pastora Lengler, «diventiamo capaci di vedere l’altro non come un nemico, ma come un fratello o una sorella».
Parole che hanno risuonato con particolare forza dove lo stare insieme non era un traguardo da raggiungere ma qualcosa di già vissuto, semplicemente, nel canto comune e nella preghiera condivisa.

Trapani, le sue vie e la fraternità
Il pomeriggio è proseguito con una passeggiata nel centro storico di Trapani, in compagnia di Georgia Betz, segretaria del Consiglio della locale Chiesa, e da Aldo Marchingiglio, accompagnatore attento ai luoghi storici e alle bellezze architettoniche di una città che custodisce strati di civiltà e culture diverse.