
Festival del Fiume 2026 in Valdisieve
Dal 16 al 20 settembre il Festival del Fiume anima la Valdisieve con concerti, laboratori e talk gratuiti, attorno al tema “Sposta il tuo confine”.
Festival del Fiume 2026: un fiume non chiede il passaporto
Un fiume che scorre non presenta e non chiede il permesso di scorrere. Non fa da confine né da frontiera: non ha bisogno di passaporto né di visti di ingresso, o di uscita.

Si allarga, si stringe, cambia strada, e intanto tiene insieme le due rive. Da questa immagine nasce il Festival del Fiume, giunto alla quarta edizione: dal 16 al 20 settembre 2026 a Valdisieve, Pontassieve, Pelago e Rufina, lungo le sponde della Sieve.
Il tema di quest’anno, “Sposta il tuo confine“, è un invito semplice: guardare al confine non come a un muro da difendere, ma come a una soglia da abitare.
Il fiume come soglia
Cinque giorni di concerti, installazioni immersive, spettacoli, proiezioni, talk, laboratori per famiglie; ed escursioni, fino alle prove di canoa sul fiume.
Perché l’acqua, che da sempre è spazio di scambio e di incontro, racconta anche intrecci di storie di chi arriva da lontano, le migrazioni, l’ambiente, la convivenza tra culture.
Musica dall’Africa occidentale, voci in diaspora, un fiume di carta ricostruito in una serra: il programma tiene insieme la festa e la riflessione, il gioco dei bambini e le domande degli adulti.
Nato sulle rive della Sieve
Il Festival del Fiume è promosso da Pachamama APS, che dal 2022 cura P’orto, un giardino comunitario sulle sponde della Sieve diventato casa dell’educazione ambientale e dell’incontro.

Intorno, una rete di oltre quaranta realtà del territorio. Si rivolge soprattutto a famiglie, bambini e giovani, e alle persone che più faticano a trovare spazi di partecipazione, comprese le comunità migranti, raggiunte grazie alle scuole e alle associazioni di accoglienza.
La gratuità totale non è un dettaglio ma condizione perché tutti possano davvero esserci.
Perché scegliere l’otto per mille luterano
L’otto per mille della Chiesa Evangelica Luterana in Italia sostiene questo progetto, e fa delle cose semplici e concrete: copre i materiali dei laboratori, la comunicazione, l’accoglienza degli esperti.

Senza la tua firma, alcune attività non potrebbero essere realizzate o andrebbero ridotte o rese a pagamento, lasciando fuori proprio i più vulnerabili.
La CELI condivide con il festival un’idea: che la terra, il creato sia casa comune e la dignità di ogni persona non sia negoziabile. Per noi anche questa è una forma di diaconia condivisa. Piccoli e grandi progetti sbocciano in Italia, e hanno un nome: il tuo.
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