
Le parole scritte danno forma alla fede
La Confessione di Augusta compie 500 anni nel 2030: la VELKD lancia due pubblicazioni per riscoprirne il senso oggi.
Due anniversari che si avvicinano
«Le confessioni di fede danno una lingua alla fede e misurano lo spazio della libertà cristiana».
A dirlo è il vescovo luterano Ralf Meister, vescovo dirigente della Chiesa Evangelica Luterana Unita in Germania (VELKD).
L’occasione è la presentazione, in queste ore, di due pubblicazioni legate a due ricorrenze vicine: nel 2029 il Piccolo Catechismo di Lutero compirà 500 anni mentre nel 2030 a compierli sarà la Confessione di Augusta.
Un manifesto da appendere al muro
Vale la pena ricordare da dove nasce il Piccolo Catechism.
Durante le visite alle neonate comunità, Lutero e i suoi collaboratori dovettero constatare più volte quanta poca dottrina conoscessero gli stessi pastori.
Così scrisse due testi: il Grande Catechismo per pastori e maestri, il Piccolo per i padri di famiglia.
Le prime edizioni non erano libri: erano manifesti, pensati per essere affissi nelle chiese e nelle scuole. Il linguaggio è ritmico apposta, per essere facilmente memorizzato.
E la domanda che torna a ogni passaggio — Was ist das?, che cosa significa questo? — è forse il contributo più duraturo della Riforma alla pedagogia: non basta sapere il testo, bisogna poterlo spiegare per comprenderlo.
Un esempio? In relazione al Padre Nostro, che cos’è il pane quotidiano? Cibo, bevanda, vestiti, scarpe, casa, campi, bestiame, denaro, famiglia, collaboratori fedeli, «buone autorità, buon governo, buon tempo, pace, salute, disciplina, onore, buoni amici, vicini fedeli e simili».
È da questa frase che prende nome l’opera diaconale Brot für die Welt, di cui abbiamo scritto su questo sito.
Un testo nato per il diaologo
La Confessione di Augusta ha una storia sorprendente.
Nel 1530 Carlo V convocò una dieta imperiale ad Augusta per risolvere la questione religiosa: la rottura della chiesa sembrava ormai inevitabile. L’intenzione iniziale era solo di esporre i punti controversi. Ne uscì invece una presentazione completa della fede, scritta da Filippo Melantone in latino e in tedesco — due versioni che non coincidono, perché la versione tedesca non è mica una traduzione letterale.
Nella prefazione si dichiara esplicitamente la disponibilità al dialogo. La conclusione ribadisce l’accordo con la Scrittura e con la confessione della chiesa antica.
Come scrive la VELKD: gli obiettivi della Confessione Augustana sono ecumenici.
I riformatori cercarono di lasciare aperta, finché fu possibile, la possibilità di mantenere la comunione con la chiesa cattolica.
Divenne poi il testo confessionale centrale delle chiese luterane.
Le condanne che non colpiscono più
C’è un altro punto che la VELKD sottolinea chiaramente e che spesso non fa notizia.
Le condanne dottrinali contenute nella Confessione appartengono al tempo e al pensiero del Cinquecento.
Oggi, in gran parte, non colpiscono più le dottrine delle chiese a cui si rivolgevano. I dialoghi teologici condotti fino infatti le hanno superate: non rappresentano più lo stato reale dei rapporti tra le chiese.
Magnus Consensus
La nuova newsletter della VELKD prenderà adesso il nome da due parole della Confessione: magnus consensus, il grande accordo sulla dottrina del Vangelo.
Quell’articolo dice che per l’unità della chiesa basta che il Vangelo sia predicato puramente e i sacramenti amministrati secondo il Vangelo — e che non è necessario osservare ovunque le stesse cerimonie umane.
Ogni due mesi, un articolo. Si comincia dal primo, sul Dio trino. A commentarlo, accanto al teologo evangelico Volker Leppin di Yale, due teologhe cattoliche: Julia Knop di Erfurt e Johanna Rahner di Tubinga.
Di questa iniziativa si avranno anche delle versioni semplificate per arrivare proprio a tutte le persone.
Una confessione che nessuno riesce a leggere smette di dare una lingua a qualcuno.
Il volume che accompagna il progetto, Bekenntnis – Bezeugung des Evangeliums, è curato da Christine Axt-Piscalar e Andreas Ohlemacher per il Comitato teologico della VELKD, e procede per domande e risposte — come il Piccolo Catechismo.
Perché ci riguarda
Le nostre comunità portano quella sigla nel nome: A.B., Augsburger Bekenntnis.
La Comunità di Merano, ad esempio, che ha appena festeggiato i suoi 150 anni, si chiama per esteso Comunità evangelica di confessione augustana.
Nel 2030 quel testo compirà cinquecento anni, quindi.
E rimane un documento scritto per il dialogo, che supera le divisioni e che oggi possiamo leggere insieme in un clima ecumenico rinnovato, rimane un testo fondamentale non soltanto nelle Chiese luterane ma anche per il protestantesimo più in generale.