
L’antisemitismo, sismografo della democrazia
Contro l’antisemitismo la EKD nomina Marie Hecke: teologa evangelica, studia da anni le radici cristiane dell’odio antigiudaico.
Una nomina, e una frase
Il Consiglio della Chiesa Evangelica in Germania (EKD) ha nominato la pastora e teologa Marie Hecke nuova incaricata per la lotta contro l’antisemitismo.
Hecke assumerà l’incarico il 1° gennaio 2027, succedendo a Christian Staffa, che va in pensione a fine anno.
Annunciandolo, la presidente del Consiglio, la vescova luterana Kirsten Fehrs, ha ricordato che «l’antisemitismo è anche un sismografo dello stato della nostra democrazia. Dove ebree ed ebrei non possono vivere sicuri, la libertà di tutti è minacciata».
Aggiungendo che «come chiesa evangelica stiamo saldamente al fianco delle persone ebree. Questo è parte della nostra responsabilità cristiana e un compito permanente della nostra chiesa».
A partire dalla biografia
Hecke ha quarant’anni, è nata a Göttingen. Il percorso, ricostruito nella sua scheda biografica, comincia prima dell’università: nel 2006, appena diplomata, parte per un anno di servizio volontario con Aktion Sühnezeichen Friedensdienste a Minsk, in Bielorussia.
Poi teologia evangelica a Lipsia, Münster e Berlino. E un anno di giudaistica all’Università Ebraica di Gerusalemme, nel 2010.
Dal 2015 al 2020 è stata Repetentin della Chiesa Evangelica Luterana di Hannover, allo Studienhaus di Göttingen.
Nel 2022 ha discusso a Göttingen una tesi di dottorato dal titolo emblematico: Toradidaktik — uno studio sulla didattica biblica ebraica e sulla sua ricezione nella pedagogia religiosa cristiana.
Dal 2021 al 2024 è stata ricercatrice all’Istituto di Teologia Femminista della Scuola superiore ecclesiastica di Wuppertal.
Dal 2024 al 2025 vicaria a Berlino-Pankow. Da gennaio di quest’anno lavora all’Istituto Chiesa e Giudaismo dell’Università Humboldt di Berlino.
Tra i suoi campi di ricerca: il dialogo ebraico-cristiano, la teologia pratica, i disability studies teologici. È cofondatrice della rete “Disabilità e teologia”.
Quello che ha trovato a Gerusalemme
La domanda sulle radici cristiane dell’antisemitismo la accompagna fin dai primi anni di studio.
A Gerusalemme, studiando giudaistica, ha scoperto l’amore per la letteratura rabbinica.
E insieme, ha raccontato, è rimasta «spaventata dalla profonda radicazione dell’antigiudaismo cristiano».
Fehrs ha messo proprio lì l’accento: «Marie Hecke si confronta da molti anni intensamente con le radici cristiane dell’antisemitismo. Al tempo stesso la molteplicità delle tradizioni e delle interpretazioni ebraiche segna il suo lavoro teologico».
Un impegno di tutti e tutte
Nel salutare Christian Staffa, primo incaricato dal 2019, Fehrs ha detto: «Ci ha mostrato più volte quanto profondamente gli schemi di pensiero antigiudaici siano radicati anche nella tradizione cristiana».
Riprendendo la convinzione che Staffa ha sostenuto per sette anni: che in realtà tutti i cristiani e tutte le cristiane dovrebbero essere incaricati contro l’antisemitismo.
«La responsabilità nella lotta contro l’antisemitismo non si può delegare a una singola persona. Dobbiamo portarla insieme».
Che cosa cambia, concretamente
Con questo passaggio la EKD rafforza anche la propria struttura.
All’Accademia Evangelica di Berlino viene messo in sicurezza in modo permanente l’ambito di lavoro «critica dell’antisemitismo e del razzismo nella cultura democratica e nella chiesa».
Hecke vi assumerà una direzione di studi, condividendo una parte del suo tempo con l’Istituto Chiesa e Giudaismo.
L’incarico comprende la consulenza agli organi direttivi della chiesa, il confronto critico con gli schemi di pensiero antisemiti e antigiudaici dentro la chiesa e nella società, e la collaborazione con organizzazioni ebraiche, mondo accademico e società civile.
Nel 2023 il Sinodo della EKD aveva approvato una delibera dal titolo inequivocabile: Fede cristiana e antisemitismo sono incompatibili.
Perché ci riguarda
Di questo cammino abbiamo scritto più volte su questo sito: dai cinquant’anni della commissione luterana europea per i rapporti con il popolo ebraico, celebrati a Strasburgo con un rabbino che predicava in un culto luterano, alla reazione delle chiese tedesche alla recente ondata di odio antisemita.
Il punto che torna, ogni volta, è lo stesso che Hecke ha incontrato a vent’anni in una biblioteca di Gerusalemme: l’antigiudaismo non è arrivato al cristianesimo da fuori. È cresciuto dentro.
Per questo non basta condannarlo. Bisogna innanzitutto conoscerlo.
Foto di copertina
© Kauffmann Studios / EKD