
Terremoto in Venezuela: soccorso luterano
Terremoto in Venezuela: la Federazione luterana porta aiuti d’emergenza dopo l’ondata di sismi che hanno causato 920 vittime.
Terremoto in Venezuela: la risposta del LWF
Il terremoto in Venezuela e la risposta della Federazione Luterana Mondiale (LWF) si intrecciano in queste ore in uno dei disastri più gravi degli ultimi anni in America Latina.
Il 24 giugno 2026, due terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno colpito il nord del paese, con epicentro nella regione costiera di La Guaira, a pochi chilometri da Caracas.
I numeri aggiornati dall’Ufficio ONU per il Coordinamento degli Affari Umanitari: almeno 920 morti, oltre 3.360 feriti, più di 3.000 sfollati. Circa 1.400 edifici ridotti a macerie. Le squadre di soccorso continuano a scavare tra le rovine.

Le squadre già sul campo
La Federazione Luterana Mondiale (LWF) ha avviato immediatamente una risposta di emergenza, operando attraverso partner locali e l’ACT Alliance.
I team sono già presenti a Caracas, Miranda, La Guaira e Carabobo.

«Abbiamo assistito a una straordinaria mobilitazione della società civile in pochissimo tempo», ha detto Vanesa Dordelly, coordinatrice del programma LWF Venezuela-Colombia.
«Grazie ai nostri legami locali profondi, siamo riusciti a raggiungere La Guaira e El Junquito e a iniziare immediatamente ad alleviare la sofferenza».

Alla chiesa di El Junquito è stato allestito un centro di raccolta e distribuzione, dove i volontari ricevono, smistano e distribuiscono i beni di prima necessità: kit alimentari d’emergenza, coperte, torce, prodotti per l’igiene.
Le priorità: rifugio, acqua, cibo
Migliaia di famiglie dormono per strada, esposte e vulnerabili.
Le infrastrutture idriche danneggiate hanno creato gravi carenze d’acqua potabile, con rischio immediato di epidemie.

Il disastro ha interrotto le catene di approvvigionamento alimentare, e molte famiglie hanno perso tutto.
«Le carenze di forniture e i prezzi alle stelle stanno mettendo sotto enorme pressione le nostre operazioni di soccorso», ha spiegato Golda Ibarra, rappresentante LWF per Colombia e Venezuela.
L’accesso alle zone più colpite rimane strettamente regolamentato dal governo. La presenza radicata del LWF nelle comunità locali ha permesso però di operare dove altri non riescono ad arrivare.

Un dolore profondo
«Sento un dolore profondo per la perdita di tante vite e per l’angoscia delle famiglie che cercano ancora i loro cari», ha scritto Dordelly.
«Alle squadre di primo intervento: offriamo il nostro incoraggiamento e la nostra speranza. Sappiamo quanto sono difficili queste ore».
La frase richiama il tema con cui il Consiglio LWF si è riunito poche settimane fa a Founex: «Incoraggiatevi a vicenda nella fede» (Romani 1,12). Il Venezuela era già tra i 24 paesi nominati nella dichiarazione sulle crisi prolungate. Ora si trova al centro di un’emergenza acuta.
La Federazione chiede il sostegno delle chiese sorelle e dei donatori per continuare le operazioni.
