
In scena con la vita: il teatro civile di Barbamoccolo a Venezia
A Venezia, In scena con la vita di Barbamoccolo porta il teatro civile dove non arriva mai: comunità, centri antiviolenza, empori solidali, periferie.
Il teatro dappertutto
Per alcune persone varcare la porta di un teatro è un gesto raro, o mai compiuto.
Già altre volte abbiamo raccontato la difficoltà dell’accesso alla cultura nel nostro Paese.
Non è un caso che l’otto per mille luterano sostenga progetti che sparigliano la consuetudine.
È a queste persone che pensa “In scena con la vita”, il progetto della cooperativa sociale Barbamoccolo, che porta il teatro civile fuori dai suoi luoghi consueti: dentro le comunità di recupero, i centri antiviolenza, gli empori solidali, i quartieri di periferia della Città Metropolitana di Venezia.
L’idea alla base è netta: la cultura non può essere un privilegio di pochi, ma un diritto di tutti.

Uno spettacolo cucito su chi ascolta
Ogni rappresentazione viene scelta e adattata in base al pubblico che la accoglierà, perché i temi parlino davvero a chi è in sala.
Il teatro civile di Barbamoccolo affronta la violenza di genere, i diritti, l’inclusione, la marginalità, senza rinunciare alla leggerezza, alla poesia, all’emozione. Le
storie mettono al centro esperienze di vita vere, e invitano chi guarda non solo a riflettere, ma a sentirsi parte di una comunità.

Dopo il sipario, la parola al pubblico
Quando le luci si riaccendono, il lavoro non è finito. Al termine di ogni spettacolo si apre un momento di confronto con operatori, associazioni e realtà che su quei temi lavorano ogni giorno.
Così il palco diventa una soglia: si conoscono i servizi del territorio, si tessono relazioni, si trasforma un’emozione condivisa in consapevolezza.
Alcune produzioni portano scenografie originali, costruite dai tecnici della cooperativa che plasmano legno e polistirolo in mondi che restano negli occhi.

Perché scegliere l’otto per mille luterano
L’otto per mille della Chiesa Evangelica Luterana in Italia rende gratuiti questi spettacoli, abbattendo la barriera economica che tiene lontane dalla cultura le persone più fragili.
È ciò che permette al teatro civile di arrivare dove serve, e di farsi ponte tra mondi che di rado si incontrano.
Per noi, per la CELI questa è una forma di chiama diaconia condivisa: la cultura come strumento di inclusione e di legami.
Piccoli e grandi progetti sbocciano in Italia, e hanno un nome: il tuo.
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