
Slovenia: Aleksander Erniša insediato come nuovo vescovo luterano
Insediato a Puconci Aleksander Erniša, nuovo vescovo della Chiesa Evangelica di Confessione Augustana in Slovenia.
Una celebrazione che racconta una Chiesa viva
La Chiesa Evangelica di Confessione Augustana in Slovenia ha vissuto una giornata importante per la sua storia: il 30 novembre 2025, nella chiesa di Puconci, è stato consacrato e insediato il nuovo vescovo, dr. Aleksander Erniša.
Una celebrazione intensa, segnata da un afflusso straordinario di fedeli. La chiesa era letteralmente piena, dal piano terra alla balconata, una presenza che ha reso palpabile l’emozione di una comunità che, pur numericamente contenuta, vive con forza e convinzione la propria missione.

Numerose le delegazioni presenti
Alla celebrazione hanno partecipato pastori e pastore provenienti da tutta la Slovenia, insieme a rappresentanti delle Chiese sorelle europee ed ecumeniche.
A portare il saluto delle chiese luterane estere è stato un rappresentante della Chiesa evangelica in Baden-Württemberg, che ha espresso vicinanza e incoraggiamento per il nuovo ministero episcopale.
La CELI era rappresentata dal pastore Andrei Popescu, guida della comunità luterana di Trieste, presente come segno della lunga amicizia e collaborazione che lega le nostre Chiese.
Aleksander Erniša ha servito come pastore nella CELI proprio a Trieste.
La presenza italiana è stata infatti accolta con calore e riconoscenza.
Tra continuità e apertura
Il culto, durato circa due ore e mezza, ha unito solennità e partecipazione.
Il momento centrale è stato l’atto di insediamento del nuovo vescovo, accompagnato dalle letture bibliche, dai canti corali, dalle preghiere e dalla tradizionale imposizione delle mani da parte della Chiesa slovena e dei rappresentanti internazionali.
Durante la celebrazione sono state rivolte parole di gratitudine al vescovo uscente Leon Novak, ricordato per il suo servizio fedele e benedetto per il futuro ministero.

Un sermone per una Chiesa aperta e coraggiosa
Nel suo sermone d’insediamento, Erniša ha preso spunto dalle parole di Paolo — “Non mi vergogno del Vangelo” — dichiarandole il fondamento del suo mandato.
Ha delineato l’idea di una Chiesa che desidera rimanere salda nella Scrittura ma capace di parlare il linguaggio del presente.
Una Chiesa radicata nella tradizione della Riforma — quella di figure come Primož Trubar, Jurij Dalmatin e Štefan Küzmič — eppure orientata al futuro, attenta alle domande del nostro tempo.
Erniša ha insistito su una visione ecclesiale fatta di dialogo, compassione e verità.
Ha ricordato che la Chiesa non può essere un luogo chiuso, ma un contesto di accoglienza, soprattutto mentre il mondo affronta incertezza, polarizzazione e solitudine.
Ha annunciato anche la volontà di aprire un dibattito su questioni sociali ed etiche contemporanee, tra cui la benedizione delle coppie dello stesso sesso, e ha indicato tra le sue priorità la modernizzazione della comunicazione, l’impegno caritativo e la collaborazione con le altre comunità religiose.

Una minoranza in missione
Uno dei passaggi più significativi del suo discorso ha riguardato l’identità stessa della Chiesa evangelica slovena.
Erniša ha riconosciuto che la comunità è numericamente contenuta, ma ha ricordato con forza che la sua missione è impegnativa.
L’identità storica della Chiesa Evangelica di Confessione Augustana in Slovenia — nazionale, aperta al mondo, capace di costruire ponti — è, nelle sue parole, una risorsa per affrontare il futuro con coraggio.
Ha concluso il sermone con il celebre invito di Trubar: “rimanere e resistere” (Stati inu obstati), che oggi diventa un incoraggiamento a vivere la fede con audacia.
Un cammino che guarda avanti
Oltre alla responsabilità episcopale, Erniša continuerà a guidare la congregazione evangelica di Lubiana.
Porta con sé un percorso variegato — dall’esperienza nell’esercito sloveno e nella polizia al servizio nella comunità evangelica luterana di Trieste — e la consapevolezza del significato simbolico della sua nomina, essendo figlio del primo vescovo della Chiesa, Geza Erniša.
La giornata si è conclusa con un incontro conviviale, un momento semplice e fraterno in cui i presenti hanno potuto salutare sia il nuovo vescovo sia il vescovo emerito.
Per la CELI è stato un ulteriore segno della comunione che lega le nostre Chiese.
“Questa celebrazione — ha affermato il pastore Andrei Popescu — ci ha mostrato una Chiesa radicata nella sua storia, accogliente, desiderosa di servire il Vangelo nel nostro tempo. Una testimonianza vivace e ispiratrice, che condividiamo con gioia”.
Grazie al Pastore Andrei Popescu per le ©foto e le informazioni sull’evento.