
POLIS Teatro Festival: il teatro si fa città
A Ravenna, POLIS Teatro Festival porta in scena i temi del presente e apre il teatro ai giovani e a chi ne resta fuori.
POLIS Teatro Festival: a Ravenna il teatro che si fa città
A Ravenna, ogni maggio, il teatro prova a farsi città.
È il senso stesso di POLIS Teatro Festival, diretto da ErosAntEros.
Nato nel 2018 è uno dei pochi festival italiani che mettono in scena i nodi del presente, i diritti civili, le questioni di genere, il cambiamento climatico, il posto dell’arte nella società.
Ogni edizione punta lo sguardo su un’area geografica diversa, con prime nazionali, coproduzioni europee, giovani artisti e spazi di dibattito che richiamano un pubblico da tutta Europa.
Nordic Focus: il cielo del Nord su Ravenna
Dal 5 al 10 maggio 2026 la nona edizione ha virato verso il Nord: un Nordic Focus dedicato al teatro contemporaneo dei paesi baltici e scandinavi, nei luoghi culturali della città. A guidarla, l’immagine firmata da Gianluca Costantini: una giovanissima Greta Thunberg, simbolo di pace e partecipazione, con alle spalle un orso polare, immersa nel cielo del Nord.

Oltre trentacinque tra spettacoli e dibattiti, sette paesi, e alcune parole a fare da bussola: identità, censura, la politicità dei corpi, la solitudine, la nostalgia, la comunità.

Il teatro che avvicina la società
Fin dal nome, POLIS Teatro Festival cerca la città e i suoi abitanti. Lo fa con progetti che allargano le porte: i Biglietti Sospesi, i Biglietti Under30, i Laboratori Universitari, pensati per i giovani e per chi di solito resta fuori, contro ogni forma di esclusione. Attorno, una rete fitta di alleanze: l’Università di Bologna, le scuole superiori, le cooperative sociali del territorio, le reti nazionali del teatro.

Perché scegliere l’otto per mille luterano
È proprio questa dimensione, educativa, partecipativa, aperta a tutti, che dal 2025 l’otto per mille della Chiesa Evangelica Luterana in Italia ha scelto di sostenere. Non le luci del palco soltanto, ma le porte che il festival tiene aperte a chi ne resterebbe fuori. La CELI la chiama diaconia condivisa: fare del teatro un bene comune. Piccoli e grandi progetti sbocciano in Italia, e hanno un nome: il tuo.
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