
La guerra non è la risposta
La Chiesa Evangelica Luterana negli USA chiede pace in Medio Oriente: una voce luterana contro la guerra tra USA, Israele e Iran.
Lamento e speranza in tempo di guerra
Nelle scorse ore il Rev. Yehiel Curry, vescovo presidente della Chiesa Evangelica Luterana in America (ELCA), ha rilasciato una dichiarazione ufficiale sull’escalation militare che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran.
Una voce che si leva con chiarezza nel mezzo della Quaresima: stagione di conversione, di lamento, ma anche di speranza radicata in Dio.
Il costo umano del fallimento politico
Tra le prime vittime documentate figurano oltre 100 studentesse iraniane e diversi militari statunitensi.
Il vescovo luterano denuncia con franchezza l’assenza di un discernimento pubblico: il Congresso degli Stati Uniti non ha autorizzato l’intervento militare.
Per i luterani, l’ordine fondato sulla giustizia è un dono di Dio. Questa guerra, afferma Curry, non rappresenta la promozione di quell’ordine, ma il suo fallimento.
A pagare il prezzo più alto saranno, ancora una volta, i più vulnerabili: bambini, famiglie, chi non può fuggire. Anche i nostri fratelli e sorelle in Cristo in Medio Oriente.
La chiesa è chiamata ad agire
La risposta della chiesa non può essere il silenzio.
Il messaggio sociale ELCA “Vivere in un tempo di terrorismo” ricorda che la pace terrena è un “bene prezioso ma fragile”, che richiede diplomazia, responsabilità dei leader e cittadini capaci di chiedere conto al potere.
La Chiesa Evangelica Luterana in Giordania e in Terra Santa chiede preghiera fervente e azioni concrete a difesa della dignità umana. Perciò anche l’ELCA continuerà a sostenere questa azione di advocacy.
Pregare, lamentarsi, sperare: insieme
Curry conclude con un invito alla comunità luterana nel mondo: piangere insieme i caduti, anelare alla promessa di “un nuovo cielo e una nuova terra” (Ap 21:1,4), e impegnarsi per la giustizia.
Non con la certezza di vincere, ma con la certezza di non essere soli: “Confidiamo che, grazie a Dio che ci sostiene, la nostra stanchezza e la nostra paura non avranno il sopravvento.”