
Giustizia ambientale a Brescia: il progetto ACT
Giustizia ambientale a Brescia: con ACT gli studenti trasformano il quartiere in teatro civile, grazie all’otto per mille luterano.
Due viali, due città, una scuola nel mezzo
A Brescia, nella zona orientale, Viale Piave e Viale Venezia corrono vicini e raccontano due mondi diversi: da una parte una forte presenza con background migratorio e la fatica di arrivare a fine mese; dall’altra un quartiere residenziale di benessere e stabilità.
Sulla linea che li separa sorge l’Istituto Sraffa, e proprio da lì parte ACT, Ambiente, Comunità, Territorio, il progetto di Fabbrica Sociale del Teatro che fa della giustizia ambientale una pratica quotidiana.

Una frontiera dentro la città
Non è solo una questione sociale. L’area porta ferite ambientali precise: la biodiversità autoctona in ritirata, gli incendi che minacciano il Monte Maddalena, l’isola di calore che d’estate rende l’asfalto una piastra rovente.
Tutti gli abitanti delle due zone respirano la stessa aria, eppure non hanno lo stesso peso da portare.
ACT nasce per leggere queste tensioni e provare a ricomporle, partendo da chi la città la erediterà: gli studenti e le studentesse.

Green Justice: la giustizia ambientale a scuola
Il progetto poggia su un’idea semplice, la Green Justice.
Ovvero, non esiste sostenibilità senza giustizia, né vera educazione senza coinvolgimento.
Così i ragazzi non studiano l’ambiente da lontano, ma fanno esperienza di giustizia ambientale attraversando il quartiere. Scelgono insieme, in modo partecipato, il tema che sentono più urgente, e decidono come trasformarlo in qualcosa che si possa vedere e ascoltare.

Dal quartiere al palcoscenico
Con il laboratorio curato da Teatro a Pedali, e accanto ai partner No One Out, IDRA Teatro e il Consiglio di Quartiere di Porta Venezia, le classi escono sul campo a raccogliere tracce, suoni, fotografie, testimonianze, e imparano il mestiere della scena.
Così nascono prima alcune restituzioni pubbliche. Infine uno spettacolo aperto a famiglie, istituzioni e cittadinanza: il quartiere che si racconta al quartiere.

Perché scegliere l’otto per mille luterano
L’otto per mille della Chiesa Evangelica Luterana in Italia rende possibili proprio questi passaggi: le restituzioni intermedie e lo spettacolo che apre il lavoro a tutta la città.
È ciò che trasforma dati e sopralluoghi in consapevolezza condivisa, e lascia dietro di sé qualcosa che dura: giovani che si prendono cura degli spazi verdi e del luogo in cui vivono.
Per la CELI questa è una forma di diaconia condivisa: stare accanto a una comunità che educa.
Piccoli e grandi progetti sbocciano in Italia, e hanno un nome: il tuo.
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