
60 anni di fede ecumenica…e scienza: Ispra-Varese
La comunità evangelica-ecumenica di Ispra-Varese compie sessant’anni: nata da scienziati europei, celebra il 25 aprile a Cocquio Trevisago.
Una chiesa nata dalla scienza
C’è una storia che nel Varesotto in pochi conoscono.
Una storia che merita di essere raccontata proprio adesso, a sessant’anni dal suo inizio.
Forse sapete che, da quelle parti, esiste il Centro Comune di Ricerca di Ispra — il più grande campus scientifico della Commissione europea, nato come Euratom e ancora così chiamato da chi ne ricorda dalle origini.
Quello che si conosce meno, è che negli anni Sessanta, dentro quel laboratorio internazionale, accadde qualcosa che con la fisica nucleare non aveva nulla a che fare: un gruppo di scienziati tedeschi, olandesi e britannici decise di fondare, di propria iniziativa, una comunità ecumenica per praticare insieme la propria fede cristiana protestante.

Quel cielo sopra Cocquio
Non si limitarono a riunirsi in una sala. Fecero costruire una chiesa.
Una chiesa moderna, con un elegante tetto piramidale che si erge sopra Cocquio, nel comune di Caldana — oggi Cocquio Trevisago. La Comunità evangelica-ecumenica San Giovanni nacque così: non da un progetto istituzionale, non da un’indicazione venuta dall’alto, ma dalla volontà di persone che si trovavano lontane dalla propria terra e dalle proprie chiese di origine e che, invece di rinunciare alla fede o di viverla in solitudine, scelsero di costruirla insieme, attraversando confini confessionali e nazionali. Un gesto che negli anni Sessanta era meno ovvio di quanto possa sembrare oggi.

Sessant’anni il giorno della Liberazione
Il 25 aprile 2026 — data che in Italia porta con sé il peso e la luce della Liberazione dal nazifascismo — la comunità di San Giovanni celebra il suo sessantesimo anniversario.
La coincidenza non è casuale e non è neutra: una comunità fondata da europei che avevano conosciuto la guerra e le sue conseguenze, che festeggia la propria esistenza nel giorno in cui l’Italia ricorda la fine dell’occupazione, dice qualcosa sulla natura profonda di questa esperienza.
La celebrazione prevede un culto solenne alle ore 11:00, seguito dalla proiezione di foto storiche e videomessaggi che ripercorrono sei decenni di vita comunitaria. Musica dal vivo, un falò per i bambini e un risotto fatto in casa accompagneranno il pranzo comune.
Ecumenismo dal basso
La comunità di Ispra-Varese rappresenta qualcosa di raro nel panorama cristiano italiano: un ecumenismo che non è nato dal dialogo teologico tra istituzioni ma dalla vita quotidiana di persone concrete.
Scienziati che parlavano lingue diverse, appartenevano a confessioni diverse, venivano da storie nazionali diverse — e che davanti a un lago lombardo trovarono il modo di pregare insieme, di crescere insieme nella fede, di costruire una chiesa che non fosse di nessuno e fosse di tutti.
Per la Chiesa Evangelica Luterana in Italia, che dell’ecumenismo ha fatto un tratto distintivo della propria identità, i sessant’anni della comunità di San Giovanni sono un promemoria prezioso: le cose più solide, nella fede come nella vita, spesso nascono non dai grandi progetti ma dalla decisione semplice e ostinata di non restare soli.