
Bando microprogetti 2026
Dal 19 gennaio il nuovo bando microprogetti CELI: oltre 800 proposte ricevute, più di 50 finanziate, nuove procedure semplificate.
Più immediato, più fiducia, più Comunità
Si aprirà il 19 gennaio il terzo bando microprogetti della Chiesa Evangelica Luterana in Italia, finanziato con le risorse dell’otto per mille luterano.
Un appuntamento che non nasce dal nulla: ad oggi sono oltre 800 i progetti presentati e più di 50 quelli già finanziati, a conferma di un bisogno diffuso e di una risposta concreta. (Qui i bandi precedenti)
Un percorso che, anno dopo anno, ha intercettato associazioni, cooperative, gruppi informali ed enti del terzo settore spesso piccoli, radicati nei territori, ma capaci di incidere in modo reale sulla vita delle persone.
Procedure più semplici, stessa serietà
La novità più immediata di questa terza edizione riguarda le procedure di presentazione delle Istanze di Contributo (IdC), che vengono ulteriormente semplificate.
La direzione è chiara: allargare l’accesso senza abbassare il livello di rigore.
«Non vogliamo discriminare tra chi ha strutture complesse e chi lavora con poche risorse ma con un forte impatto sociale», spiega Gianluca Fiusco, coordinatore della Commissione di Valutazione.
Per questo il bando introduce una doppia fase:
- una prima candidatura snella, immediata;
- una fase di approfondimento riservata ai progetti ammessi al finanziamento.
Una scelta che nasce dall’ascolto delle organizzazioni e dall’esperienza maturata nei bandi precedenti.
Tempi certi, risorse utilizzabili
La CELI conferma anche uno degli elementi più apprezzati dalle realtà beneficiarie: tempi rapidi di valutazione ed erogazione.
Finora, in media, entro 60 giorni dalla chiusura del bando le risorse dell’otto per mille luterano sono state rese disponibili.
Un dettaglio solo in apparenza tecnico. Per molte organizzazioni, soprattutto nelle aree interne o nei contesti più fragili, il tempo è una questione di sopravvivenza operativa.
I progetti entrano nel cuore della Chiesa: il Sinodo
La novità più rilevante di questa edizione è però un’altra, ed è profondamente luterana: alcuni progetti finanziati saranno presentati direttamente al Sinodo.
«Non siamo un ente finanziatore, né una banca – sottolinea Fiusco – siamo una Chiesa».
Una Chiesa che sceglie di non separare il sostegno economico dalla relazione, dal confronto, dalla responsabilità condivisa.
Portare i progetti al Sinodo significa dare volto e voce a chi opera nella società, soprattutto un nome anche quando non appartiene al mondo luterano, riconoscendo il valore pubblico del lavoro sociale.
Dopo i tagli, una scelta di rilancio
Il terzo bando arriva in un contesto segnato dal taglio dei fondi otto per mille, su cui è in corso un’interlocuzione con le istituzioni.
La CELI ha scelto di non fermarsi, ma di proseguire e rafforzare il percorso dei microprogetti, investendo su ciò che ha già dimostrato di funzionare.
Per la CELI, l’interesse verso l’otto per mille è al tempo stesso una responsabilità ed un esercizio concreto di democrazia: risorse limitate, certo, ma decisive per mantenere vivo quel tessuto di organizzazioni sociali senza il quale a indebolirsi sarebbe il sistema di partecipazione e coinvolgimento delle persone nella vita delle società.
Perché dietro ogni progetto – ieri come oggi – ci sono persone, volti, nomi.
E il futuro, spesso, comincia proprio da quel nome che diventa firma, la vostra.