
Architettura partecipata ad Amatrice
Architettura partecipata ad Amatrice: con SESAM x Terremosse e l’otto per mille luterano tornano spazi comuni dopo il sisma.
Architettura partecipata ad Amatrice, dieci anni dopo il sisma
Dal 3 al 12 luglio 2026, nel decennale del sisma del Centro Italia, Amatrice ospita SESAM x Terremosse, un festival di architettura partecipata.
Per dieci giorni circa duecento fra studenti, giovani architetti e designer, arrivati da tutta Italia e dall’Europa, lavorano fianco a fianco con gli abitanti per costruire otto micro-interventi: luoghi di incontro, di gioco, di riparo e di festa, disseminati tra il centro e le frazioni.
A promuoverlo è EASA Italia APS, con il patrocinio del Comune di Amatrice, della Sapienza e del Politecnico di Milano.

Dove il terremoto ha svuotato le piazze
Il 2016 non ha lasciato soltanto edifici feriti e cantieri aperti.
Ha frammentato una comunità, allontanato famiglie, spento le piazze. In un territorio vasto e disperso, molte frazioni contano oggi poche decine di abitanti, per lo più anziani, con pochi luoghi dove ritrovarsi.
La ricostruzione delle case procede; quella dei legami richiede altri strumenti, occasioni di incontro, spazi condivisi, presenze che riaccendano i luoghi.
Nato dall’ascolto
Terremosse viene da un lungo ascolto: abitanti, associazioni, gruppi di paese, e i loro desideri detti a voce bassa.
Un giardino dove i bambini giochino, una panca da cui guardare il lago, un riparo per la festa, una piazza dove tornare a sedersi.
Ogni intervento ha il suo “guardiano”, una persona, un’associazione, che quel desiderio l’ha espresso e che se ne prenderà cura quando il festival sarà finito. Non si costruisce per la comunità, ma con la comunità.

Otto luoghi che tornano a vivere
Gli interventi toccano Amatrice, il Lago Scandarello, l’Eremo della Croce a Colli, il Fiume Molinaro a Voceto, Collegentilesco, Capricchia, Casale e Cornillo Nuovo: luoghi diversi per storia e dimensione, uniti dal bisogno di tornare a essere abitati.
Qui l’architettura partecipata significa autocostruzione: materiali veri, tecniche alla portata di tutti, e al termine ogni opera ceduta al Comune, perché la cura duri nel tempo.

Perché scegliere l’otto per mille luterano
L’otto per mille della Chiesa Evangelica Luterana in Italia sostiene ciò che rende reale un’idea: i materiali, il noleggio degli attrezzi, la logistica, l’ospitalità di chi arriva, la sicurezza del cantiere. Senza, resterebbe un progetto sulla carta; con, diventa legno, pietra, ferro, colore, una panca sul lago, un palco per le feste, una piazza dove sedersi di nuovo insieme.
La CELI la chiama diaconia condivisa: stare accanto a un territorio che vuole tornare a sentirsi vivo. Piccoli e grandi progetti sbocciano in Italia, e hanno un nome: il tuo.
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