
La pace non si impone da soli
Nella Giornata internazionale della pace la Federazione Luterana Mondiale ha chiesto di investire nella pace invece che nelle armi.
Il 21 settembre
Nella Giornata internazionale della pace, istituita dalle Nazioni Unite nel 1981, la Federazione Luterana Mondiale (LWF) ha diffuso una dichiarazione dal titolo Investire in una pace trasformativa.
Il tema scelto quest’anno dall’ONU era Investire nella pace — per tutti, ovunque, ogni giorno. La Federazione, partendo da una constatazione di bilancio, ha voluto partire proprio dal termine investimenti.
Dove vanno le risorse
«Mentre il mondo continua a investire enormi risorse in armi e capacità militari, e troppo poco nella costruzione della pace», scrive la LWF, la comunione delle chiese luterane crede fermamente in un altro tipo di investimento.
Non è una formula retorica. È un confronto tra due voci di spesa, e il testo chiede ai governi di scegliere diversamente.
Più dell’assenza di guerra
La pace trasformativa, secondo la dichiarazione, si fonda su dignità, giustizia, uguaglianza, riconciliazione e fioritura delle comunità. Riguarda la relazione giusta con Dio, con gli altri e con il creato.
Va oltre l’assenza di guerra. Affronta le cause profonde della violenza, le relazioni ingiuste e le strutture che alimentano i conflitti. Si confronta con esclusione, disuguaglianza, discriminazione, oppressione, occupazione, violazioni dei diritti umani e abuso di potere.
La pace è un investimento plurale
«A differenza della guerra, la pace non può essere imposta unilateralmente: deve essere costruita insieme, con pazienza, coraggio e perseveranza».
Una guerra si può cominciare da soli. La pace, per funzionare, deve essere condivisa.
E la dichiarazione aggiunge che cosa serve per costruirla: ascoltare chi è stato escluso o messo a tacere, ed essere disposti al dialogo con chi non è d’accordo con noi.
Tre richieste
La Federazione intende così rivolgersi a tre destinatari.
Ai governi e ai responsabili politici chiede di prendere sul serio la propria responsabilità di proteggere la vita e perseguire giustizia e pace.
Alla comunità internazionale chiede di rinnovare l’impegno verso il multilateralismo, il diritto internazionale, i meccanismi di responsabilità, la protezione umanitaria e la costruzione della pace radicata nei territori.
Alle chiese membro chiede di continuare a pregare per chi è colpito dalla violenza e ad accompagnarlo, lavorando per la pace a ogni livello.
Non solo i governi
Per i luterani la spinta è teologica: nel Vangelo di Gesù Cristo il messaggio della riconciliazione è centrale; in Cristo Dio riconcilia l’umanità e chiama i credenti a partecipare a questo ministero.
«Non possiamo proclamare il vangelo della pace restando indifferenti all’ingiustizia, alla violenza e alla sofferenza umana».
E ancora: «La pace trasformativa non è responsabilità dei soli governi. È una vocazione della chiesa e dei cristiani in tutto il mondo».
Su questo sito abbiamo raccontato l’impegno ecumenico tedesco che chiede di parlare con il nemico, le sei dichiarazioni del Consiglio della Federazione a Founex, le chiese che in Palestina restano aperte. La dichiarazione del 21 settembre non intende aggiungere fatti nuovi ma ribadire e ricordare la direzione verso cui si muove l’impegno luterano nel mondo.