
Nessuna chiesa possiede la verità da sola
Teologia responsabile: i vescovi luterani neoeletti si incontrano insieme a Ginevra e Wittenberg per riflettere su vocazione e testimonianza.
Quindici persone, cinque continenti
Dal 21 al 29 settembre, tra Ginevra e Wittenberg, quindici vescovi e presidenti di chiesa eletti di recente partecipano al ritiro che la Federazione Luterana Mondiale (LWF) organizza ogni anno dal 2015 per chi ha appena assunto una responsabilità di guida.
Vengono da Europa, Asia, Africa, Nord America e America Latina. I temi: la vocazione, il ministero episcopale, la leadership, e un concetto nato dall’ultima Assemblea della Federazione — la teologia responsabile.

«Diffido di chi pretende di conoscere la verità»
A Ginevra il gruppo ha riflettuto su come la Confessione di Augusta, di cui abbiamo scritto pochi giorni fa, parli al tempo presente.
La vescova Cornelia Richter, della Chiesa Evangelica di Confessione Augustana in Austria — la stessa che al Christopher Street Day di Vienna sedeva a tavola con l’arcivescovo cattolico — ha sottolineato che «non c’è chiesa che possa pretendere di avere la parola di Gesù Cristo soltanto dentro di sé. La chiesa è quindi sempre in sviluppo, sempre dinamica, sempre in processo. Deve sempre essere autocritica».
E ha aggiunto: «Sono molto sospettosa verso tutte le chiese, le denominazioni, le congregazioni, i gruppi che pretendono di conoscere la verità da soli. Per questo penso che sia la comunione ad aiutarci a crescere».
Che cosa significa responsabile
Per Patricia Schmermund, vescova della Chiesa Evangelica Luterana in Canada, «la teologia responsabile sostiene la comunità — siamo insieme in questo, come famiglia di Dio. Facciamo questo lavoro insieme. Ne condividiamo la responsabilità».
Guardare attraverso questa lente, ha spiegato, aiuta a vedere non solo con i propri occhi, ma con quelli della comunità, «che è più completa di qualsiasi singola persona».
Precisando che la comunità è «il popolo di Dio, e non sono soltanto le persone che stanno in chiesa. È tutta la creazione, perché Dio ha creato tutto».

L’importanza del proprio contesto
Il vescovo Marshel Kerketta, della Chiesa Evangelica Luterana Gossner in Chotanagpur e Assam, in India, ha insistito sulla capacità di adattamento: «Dobbiamo raccontare il vangelo secondo il contesto presente, perché i pensieri delle persone cambiano di continuo, perché la vita sociale cambia».
Catherine Ngina Musau Kithome, vescova della Chiesa Evangelica Luterana del Kenya, è ben più diretta: «Perché la chiesa cresca, deve toccare la persona. Deve toccare l’individuo, perché senta che il Vangelo sta cambiando, o trasformando, la sua situazione».

Volti che ritornano
Tra i quindici ce ne sono due che i lettori di questo sito conoscono già.
Il vescovo Imad Haddad guida la Chiesa Evangelica Luterana in Giordania e Terra santa che da mesi chiede la liberazione di Natalie Abudayyeh (caso che il tribunale nei giorni scorsi ha rimandato al 20 ottobre) . A Ginevra ha detto: «La teologia responsabile mi rende responsabile verso Dio, perché Dio mi ha chiamato e inviato. Ma la mia responsabilità verso Dio si attua attraverso le persone che serviamo e a cui parliamo».
Il vescovo John Rojas della Chiesa Evangelica Luterana di Colombia porta a Ginevra il dolore delle vittime del terremoto che, sei settimane fa, ha colpito il suo Paese. La sua conclusione è la frase con cui si chiude il resoconto del ritiro: «Penso che la chiesa abbia una grande opportunità oggi. Abbiamo molto da testimoniare — un Cristo in azione attraverso la sua chiesa, in ogni tempo».