
Sassonia-Anhalt: le paure vanno prese sul serio
Dopo il voto in Sassonia-Anhalt il Decano e il Vicedecano della CELI: dignità per tutti, e nessuna ulteriore divisione.
Che cosa è successo?
Secondo il risultato provvisorio, alle elezioni regionali del 6 settembre in Sassonia-Anhalt l’AfD ha raggiunto il 43,8 per cento dei voti.
L’AfD, alternativa per la Germania, è così diventato il partito più forte della regione (Land). Non ha però ottenuto la maggioranza dei seggi. Nel nuovo parlamento regionale siedono anche CDU, SPD, Verdi, Linke e BSW.
Sul voto intervengono il Decano della CELI, dr. Johannes M. Ruschke, e il Vicedecano, pastore Tobias Brendel.
La dichiarazione
«Raramente – spiegano Ruschke e Brendel – un avvenimento tedesco arriva sulle prime pagine dei giornali italiani. Per questo in questi giorni si sente spesso la domanda: perché l’AfD ha tanto successo in Germania? Anche se i paragoni sono difficili: anche in Germania si sente la domanda di come si viva in Italia, dove la Lega Nord partecipa al governo.

a sx il Vicedecano della CELI, Pastore Tobias Brendel.
I partiti di estrema destra sono in crescita in molti paesi, anche in Europa. L’idea, spesso sostenuta in passato, che si potessero far scomparire governando le posizioni politiche estreme, non ha funzionato. Il successo elettorale dell’AfD, classificata come sicuramente di estrema destra dall’ufficio per la tutela della Costituzione in Sassonia-Anhalt e in altri Länder della Germania orientale, desta grande preoccupazione: preoccupazione per la democrazia, preoccupazione tra le persone con un passato migratorio, preoccupazione tra gli appartenenti a minoranze religiose e sessuali, preoccupazione tra i molti che non l’hanno votata.
L’AfD è però stata eletta democraticamente. Le analisi del voto mostrano: è stata il partito più forte in quasi tutti i gruppi di elettori, indipendentemente da età, genere, livello di istruzione o appartenenza religiosa. Questo è spaventoso. Perché la concezione cristiana dell’essere umano non è compatibile con quella dell’AfD. Nella Bibbia è chiaro: ogni essere umano ha una dignità data da Dio e inalienabile, indipendentemente dalla provenienza e dalla storia personale. Le rivendicazioni nazionaliste di esclusione dell’AfD e il suo atteggiamento di ostilità verso gli stranieri non sono compatibili con tutto questo.
La Germania è uno Stato di diritto consolidato, con una Legge fondamentale forte. Anche un’AfD al governo di un Land non può né aggirarla né abolirla. Ma può fare molti danni. Come luterani, sotto molti aspetti abbiamo un dovere. Da un lato, dichiarare pubblicamente con chiarezza, insieme agli altri cristiani e su fondamento biblico, che crediamo in un Dio d’amore, che riconosce a ogni essere umano una dignità. Dall’altro, dobbiamo prendere sul serio le paure e le preoccupazioni delle persone in Sassonia-Anhalt e in tutta la Germania, e contribuire a che la società non venga ulteriormente divisa. Infine, occorre guardare con attenzione: come governano i partiti estremisti? Rispettano la dignità, le libertà fondamentali e i diritti umani? Che questi vengano preservati, per amor di Dio, è ciò per cui dobbiamo impegnarci come chiesa luterana in Germania, ma esattamente allo stesso modo in Italia».
Dove si è votato
Prendere sul serio le paure, come chiede la dichiarazione, significa anche guardare a che cosa è la Sassonia-Anhalt.
È un Land di poco più di due milioni di abitanti, un quarantesimo della popolazione tedesca. L’età media sfiora i 47 anni e 2 mesi, vicina a quella italiana: centinaia di migliaia di giovani se ne sono andati a cercare lavoro in altri Länder.
Il reddito pro capite si ferma attorno ai 42.500 euro, contro una media tedesca che oscilla tra i 51 e i 59 mila. I salari restano più bassi dell’11,4 per cento.
Tutto questo non deve portarci a sottovalutare la situazione ma, appunto, a tenerla nella giusta prospettiva.
Le chiese tedesche
Una dichiarazione congiunta è arrivata anche dalla presidente del Consiglio della Chiesa Evangelica in Germania (EKD), la vescova luterana Kirsten Fehrs, dal presidente della Conferenza episcopale tedesca, il vescovo Heiner Wilmer, e dal presidente del Consiglio delle chiese cristiane in Germania (ACK), il reverendo Christopher Easthill.
«Non distoglieremo lo sguardo e non taceremo, quando la dignità dell’essere umano viene violata, la nostra democrazia messa in gioco o lo Stato di diritto svuotato. Perché si tratta sempre di persone che finiscono sotto pressione, minacciate o escluse».
Le voci della comunità ebraica
Il presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania, Josef Schuster, si è detto «personalmente sgomento».
Charlotte Knobloch, 93 anni, sopravvissuta alla Shoah ha dichiarato: «che gli estremisti di destra in Germania vincano di nuovo elezioni in questo modo, non avrei potuto immaginarlo nemmeno nei miei incubi peggiori».
Eva Umlauf, 83 anni, presidente del Comitato internazionale di Auschwitz e sopravvissuta al campo, ha parlato di paura, richiamando l’ascesa del partito nazionalsocialista nella Germania dei primi anni Trenta.
Chiesa e società
La situazione tedesca può apparire lontana ad un pubblico distratto. E può apparire persino fastidioso che le Chiese prendano posizione.
Tuttavia in Italia non siamo immuni da tentazioni di un ritorno al passato, considerando gli slogan spesso più facili da imparare dello sforzo che la comprensione richiede.
Il ruolo delle Chiese, proprio in una prospettiva storica, prova ad essere anche voce “profetica”. Una voce scomoda nel nostro tempo: sui migranti, le ingiustizie economiche, lo stato sociale.
A partire dal Vangelo, naturalmente, da quella Parola che è fondante e sulla quale proviamo a rimanere saldi, nonostante i limiti di cui pure ciascuno è portatore e nonostante tutto.
È in questi nodi della storia che alla speranza che annunciamo è richiesto di non lasciarsi travolgere, anzi di essere ribadita con maggiore convinzione.