
Musica classica e riscatto a Mazara del Vallo
A Mazara del Vallo, Capaci di ascoltare usa la musica classica per educare all’empatia i giovani più fragili e riaprire loro le porte dei teatri.
Un brano rallentato, e un ragazzo che sceglie
Un brano di musica classica, rallentato fino a distinguere ogni singolo strumento.
Poi un ragazzo che decide da quale strumento ripartire, o quanto alzare il volume. È così che lavora “Capaci di ascoltare”, il progetto di Mezza APS che, con i musicisti del Conservatorio di Trapani, porta la musica dentro i contesti di fragilità educativa di Mazara del Vallo. Non una lezione dall’alto: un ascolto che diventa esercizio di empatia.
La musica classica, smontata e rimessa insieme
Ogni incontro ha due tempi. Prima un ensemble esegue un brano dal vivo; poi lo si scompone, isolando gli strumenti, rallentando i passaggi difficili, così che i ragazzi possano scorgere quale strumento produce quale suono.

Nella seconda parte il rapporto si fa orizzontale: sono loro a intervenire, a cambiare l’ordine d’entrata, il volume, il tempo, e a scoprire come una scelta, individuale o collettiva, cambi il risultato di tutti. La musica classica si fa metafora: qualcosa di bello nasce solo quando si suona in accordo, senza invidie né protagonismi.
Una frattura da ricucire
Mazara del Vallo vive una spaccatura netta tra le periferie e i luoghi “ufficiali” della cultura, percepiti come chiusi, riservati ad altri.

Mancano le piazze dove ritrovarsi, e persino il Teatro Garibaldi non è sentito come un bene collettivo.
“Capaci di ascoltare” interviene qui, tra giovani a rischio di marginalità e povertà educativa, per restituire un diritto spesso negato: la cittadinanza culturale. Il percorso si chiude infatti dove sembrava impossibile arrivare, dentro un teatro, a un concerto vero, da protagonisti.
Perché scegliere l’otto per mille luterano
L’otto per mille della Chiesa Evangelica Luterana in Italia rende tutto questo gratuito, abbattendo l’ostacolo economico che tiene lontani dalla cultura i più svantaggiati. Copre l’ingaggio dei musicisti, la comunicazione, i biglietti e la logistica per portare i ragazzi al concerto dal vivo. Senza, quell’ingresso resterebbe teorico; con, diventa un traguardo.
La CELI la chiama diaconia condivisa: fare della bellezza un diritto di tutti. Piccoli e grandi progetti sbocciano in Italia, e hanno un nome: il tuo.
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