
Fede e impegno civile: la lezione luterana
L’impegno civile luterano negli USA ha radici antiche: dall’abolizionismo ai diritti civili, la fede attraversa da sempre la vita pubblica americana.
Una vocazione, non un’opzione
L’impegno civile luterano ha una storia lunga quanto la Riforma stessa.
La rivista Living Lutheran — pubblicazione ufficiale della Chiesa Evangelica Luterana in America (ELCA) — l’ha ripercorsa per intero in un lungo reportage del luglio 2026, intitolato «Pubblicamente, con coraggio e onestà».
Il titolo viene da Lutero stesso, e dalla convinzione che vigilare attraverso la Parola di Dio, con coraggio e onestà, sia «un servizio lodevole, nobile e particolarmente grande reso a Dio».
Amy Reumann, dell’ufficio per la testimonianza nella società (Witness in Society) dell’ELCA, ribadisce che «c’è molta reticenza a protestare contro l’ingiustizia, ma qui abbiamo la parola diretta di Lutero: questo è uno dei modi in cui opera la Parola di Dio. Va proclamata ad alta voce, con coraggio».
Due secoli di storia americana
Già negli anni Trenta dell’Ottocento, il Sinodo di Frankean e Daniel Alexander Payne — primo afroamericano ammesso a un seminario luterano — organizzarono proteste contro la schiavitù.
Nel 1862 un’assemblea generale condannò la schiavitù formalmente.
Tra fine Ottocento e inizio Novecento, le comunità luterane accolsero le grandi ondate di immigrazione verso gli Stati Uniti.
Negli anni Cinquanta e Sessanta, nel movimento per i diritti civili risaltò l’impegno del pastore Joseph Ellwanger.
Ellwanger infatti guidò nel 1965 una marcia per il diritto di voto, il giorno prima della «Domenica di sangue» di Selma.
Martin Luther King parlò a una convenzione luterana nel 1961. Nel 1974 nacque l’appello mondiale contro la fame della Chiesa Luterana Americana.
Nel 2019 migliaia di luterani parteciparono a una veglia di preghiera in sostegno delle famiglie migranti.
Un documento dottrinale, aggiornato al presente
Nel 2025 l’ELCA ha adottato un nuovo documento di insegnamento, Fede e vita civile: cercare il benessere di tutti.
L’obiettivo? Chiarire il ruolo della Chiesa nei confronti del governo, la natura dell’impegno civico e, appunto, il rapporto tra chiesa e stato.
È un testo che si inserisce nella tradizione dottrinale luterana, non una posizione di parte.
Living Lutheran ripercorre anche fatti recenti: alcuni pastori e comunità dell’ELCA hanno preso parte quest’anno a manifestazioni pubbliche legate alle politiche sull’immigrazione — inclusa, secondo la rivista, una pastora di Minneapolis arrestata mentre partecipava a una manifestazione — e ad alcune delle più ampie mobilitazioni civiche nella storia recente degli Stati Uniti.
Reumann descrive l’insieme degli strumenti a disposizione delle comunità — advocacy, organizzazione di base, preghiera pubblica — come «una cassetta degli attrezzi» per rispondere alla sofferenza umana.
Uno sguardo da lontano
È una storia specificamente statunitense, radicata in un contesto legale e politico diverso dal nostro.
La CELI vive l’Italia, non gli Stati Uniti, e il modo in cui la fede si traduce in presenza pubblica cambia con il paese, con la storia, con le proporzioni della comunità.
Ma il principio teologico che la attraversa appartiene a tutta la comunione luterana: la fede non si esaurisce nel privato.
Parla, quando ha qualcosa da dire, di ciò che riguarda la dignità del prossimo — pubblicamente, con coraggio, e con onestà.