
COP30: un giovane della CELI nella delegazione della Federazione Luterana
Per la COP30 la Federazione Luterana Mondiale sceglie un giovane luterano italiano nella propria delegazione a Belém. la Rete per l’Ambiente della CELI rilancia l’impegno luterano per la cura del creato COP30: un giovane della CELI nella delegazione della Federazione Luterana
La Rete per l’Ambiente rilancia il cammino per il creato
La COP30, appena conclusa a Belém, nel cuore dell’Amazzonia, ha riportato al centro del dibattito globale la crisi climatica e le sue profonde implicazioni sociali, politiche e spirituali. Non è un dettaglio che questo vertice si sia svolto in uno dei luoghi simbolo della fragilità del pianeta e delle contraddizioni dello sviluppo contemporaneo.
Per le Chiese luterane, la COP non è soltanto un evento diplomatico, ma un passaggio che interroga la fede, la responsabilità umana e la cura del creato come dimensione essenziale della testimonianza cristiana. In questo orizzonte si colloca l’iniziativa della Rete per l’Ambiente della CELI, che sceglie di trasformare quanto emerso a Belém in un percorso condiviso di ascolto, discernimento e azione.
Coordinata da Annette Brünger, la Rete rilancia così un cammino che coinvolge comunità, referenti locali e giovani luterani, con l’obiettivo di rafforzare una visione comune e concreta dell’impegno per il creato.
Un’esperienza seguita da vicino: il contributo di Simon Harder
All’interno della delegazione della Federazione Luterana Mondiale (LWF), Simon Harder (18 anni), giovane attivista luterano della Comunità di Merano, ha seguito i lavori della COP30.
Pur non essendo fisicamente a Belém, ha potuto partecipare alle sessioni ufficiali, seguire i negoziati, confrontarsi con altri delegati e intercettare le principali linee di tensione che hanno attraversato il vertice.
Questa prospettiva “interna” rappresenta un patrimonio prezioso.
Consente di leggere più da vicino le dinamiche tra Nord e Sud del mondo, il peso delle rivendicazioni dei popoli indigeni, il ruolo delle nuove generazioni e le difficoltà strutturali che ancora frenano decisioni climatiche all’altezza della crisi in corso.
La Rete per l’Ambiente della CELI intende mettere questa esperienza a disposizione delle Comunità e di chi lo riterrà opportuno, non come semplice restituzione informativa, ma come occasione di confronto e di costruzione di passi condivisi per il futuro.
Una rete che nasce dalla fede e diventa impegno
Il lavoro della Rete per l’Ambiente della CELI non è soltanto organizzativo.
È, prima di tutto, una forma di testimonianza cristiana.
La tradizione luterana ricorda che la fede non può essere separata dalla responsabilità verso il mondo affidato all’umanità. La cura del creato, la giustizia climatica e l’attenzione alle persone più esposte alle conseguenze della crisi ambientale sono parte integrante di questa vocazione.
Grazie al coordinamento di Annette Brünger, al contributo dei referenti delle Comunità e al coinvolgimento dei giovani luterani, prende forma un’azione che tiene insieme riflessione teologica, consapevolezza ecologica e presenza pubblica. Un impegno che non si esaurisce nelle dichiarazioni, ma cerca continuità e concretezza.
Un invito alla partecipazione
Per approfondire l’esperienza della COP30 e lavorare insieme a una agenda condivisa per il creato, la Rete per l’Ambiente della CELI propone un incontro online aperto a tutte e tutti il 18 dicembre prossimo alle ore 21,00. (per partecipare è necessario iscriversi qui sotto)
In un tempo segnato da crisi climatiche, disuguaglianze e conflitti ambientali, la testimonianza cristiana può diventare una voce credibile di responsabilità e speranza. Questo incontro vuole essere un primo passo, da compiere insieme.