
Terremoto in Colombia: la chiesa risponde
Terremoto in Colombia: il vescovo luterano Rojas chiede unità nazionale e solidarietà cristiana per le comunità più vulnerabili colpite.
Magnitudo 7.4
Il terremoto del 10 agosto 2026 in Colombia, di magnitudo 7.4, ha colpito con particolare violenza il dipartimento di Chocó, sulla costa pacifica. S
econdo le autorità locali le vittime accertate superano le 180, i feriti sono centinaia. Case distrutte, infrastrutture critiche danneggiate, disagi diffusi in più dipartimenti.
Chocó è uno dei territori più poveri e isolati della Colombia: unico dipartimento del paese affacciato su entrambi gli oceani, conta poco più di 450.000 abitanti distribuiti su trentuno comuni, molti dei quali raggiungibili solo via fiume o via mare. Le difficoltà di accesso, già evidenti nei censimenti nazionali che in alcune zone sono stati soltanto parziali, oggi si traducono in ostacoli concreti per i soccorsi.
Il messaggio del vescovo Rojas
In un videomessaggio diffuso all’indomani del sisma, il vescovo John Henry Rojas della Chiesa Evangelica Luterana di Colombia (IELCO) ha aperto con il Salmo 46: «Dio è per noi rifugio e forza, aiuto sempre presente nelle difficoltà».
«Ci uniamo in un unico sentimento di lamento e solidarietà con ogni persona e ogni famiglia che sta soffrendo le conseguenze di questa tragica emergenza», ha detto.
Il vescovo ha rivolto un appello preciso alle congregazioni e ai cittadini di tutto il paese: rispondere collettivamente, in particolare offrendo riparo e sostegno essenziale alle persone in situazione di vulnerabilità. «Facciamo un appello urgente all’unità nazionale e alla solidarietà cristiana in questo momento, per mettere da parte ogni differenza e agire come un solo corpo».
La vulnerabilità evidente
C’è un passaggio del messaggio che merita attenzione. Rojas parla del dolore per chi ha perso sicurezza e persone care, per le perdite materiali «e, in modo del tutto speciale, per la vulnerabilità della nostra condizione umana che diventa evidente in momenti come questi».
Non è una consolazione. È una constatazione teologica: il terremoto non crea la fragilità umana, la rivela. La toglie da sotto le coperte in cui la teniamo nascosta nei giorni ordinari.
Il vescovo ha esteso la sua solidarietà alle squadre di soccorso, al personale medico e alle autorità, pregando che trovino «saggezza, coraggio e forza rinnovata».
Una chiesa che conosce il suo paese
La IELCO è una chiesa piccola ma radicata, membro della Federazione Luterana Mondiale (LWF) e di ACT Alliance. Il suo lavoro ordinario comprende ministeri per i giovani, per le donne, per l’educazione, e una pastorale dei migranti che accompagna chi attraversa la Colombia lungo le rotte verso nord.
Sono strutture che oggi diventano rete di emergenza. Come già accaduto pochi mesi fa in Venezuela — dove la LWF opera attraverso il programma congiunto Colombia-Venezuela — la presenza radicata nelle comunità locali permette di raggiungere chi altrimenti resterebbe fuori da ogni conteggio.