
Acqua viva: si apre il Tempo del Creato
Acqua viva è il tema con cui si aprirà il Tempo del Creato 2026, quest’anno con una novità liturgica.
1 settembre, segnatelo!
Il tempo del Creato 2026 si aprirà il 1° settembre prossimo e, fino al 4 ottobre, segnerà il periodo di iniziative e attività ecumeniche dedicate al creato.
Quest’anno, il giorno di apertura, porta una novità: il primo settembre è stato infatti inserito nel Revised Common Lectionary, il lezionario condiviso da molte chiese protestanti nel mondo, come giornata liturgica propria — la Festa della Creazione in Cristo.
La Federazione Luterana Mondiale (LWF) ha invitato le proprie chiese membro, di cui la CELI fa parte, a farla propria.
Non capita spesso. «È un evento raro: le nuove feste non vengono aggiunte facilmente né velocemente al lezionario», osserva il prof. Dirk Lange, segretario generale aggiunto della LWF per le relazioni ecumeniche.
Un percorso teologico che, dopo decenni di impegno e approfondimento, è entrato a far parte del calendario liturgico delle Chiese. Frutto dei convegni ecumenici ad Assisi di cui la LWF è stata tra i promotori e che viene celebrato anche dalle date in cui si svolge.
La tradizione ortodossa apre da secoli l’anno liturgico il 1° settembre, e nel 1989 il patriarca ecumenico Dimitrios I ha proclamato il giorno di preghiera per il creato.
Che cosa celebriamo?
Non si tratta di un generico richiamo né un semplice omaggio alla natura.
«Celebra la creazione continua del mondo in Cristo e attraverso Cristo», spiega Lange.
«È la celebrazione dell’agire specifico del Dio trinitario che dà vita a ogni cosa creata in Cristo, come affermiamo nel Credo niceno».
Acqua viva
Il tema del tempo del Creato di quest’anno è Acqua viva, dalla visione di Ezechiele: un fiume che esce dal santuario, dapprima un filo d’acqua, poi corrente inarrestabile, e ovunque arriva ogni cosa vive e rivive.
Perfino il Mar Morto — il luogo più sterile che il profeta conoscesse — torna a popolarsi di pesci.
Così, il simbolo scelto raffigura l’immersione. Non basta guardare il fiume: bisogna entrarci, fino al punto in cui non si tocca più il fondo e occorre affidarsi.
Perché proprio l’acqua?
La guida alla celebrazione, redatta dal comitato ecumenico in cui siede anche la Federazione, accanto alla visione profetica mette i dati: 2,1 miliardi di persone non hanno accesso ad acqua potabile, una su quattro nel mondo.
Negli ultimi cinquant’anni la fauna di acqua dolce è crollata dell’85 per cento, quelle marine del 56.
Anne Burghardt, segretaria generale della LWF, così spiega: «La visione dell’acqua viva di Ezechiele ci invita a vedere la grazia vivificante di Dio che scorre nei luoghi della desolazione. In un mondo che affronta una grave crisi ecologica, questo fiume diventa un appello a convertirci dai sistemi che sfruttano la terra, l’acqua e i popoli vulnerabili. La creazione non è una merce, ma una comunione di vita interdipendente affidata alla nostra cura».
Per la segretaria generale la distruzione ambientale si intreccia con danni che ricadono più duramente su donne e bambine, sulle quali grava spesso la fatica quotidiana di procurare l’acqua.
«La giustizia per il creato – conclude – non può essere separata dalla giustizia per le persone».
Materiali per le comunità
La guida alla celebrazione pubblicata dalla Federazione (in inglese, francese e spagnolo) è liberamente disponibile e adattabile ai contesti locali: contiene una liturgia ecumenica completa, preghiere, suggerimenti per allestire lo spazio del culto, proposte per bambini e ragazzi, indicazioni per iniziative di cura concreta del territorio.
Con un invito speciale: chi parteciperà alle iniziative porti con sé un poco di acqua dal fiume o dal mare vicino, dalla fontana della piazza della via, così da versarla insieme.