
Povertà educativa a Rebibbia: progetto Bee Friends
A Rebibbia, il progetto Bee Friends porta ventiquattro bambini tra api, orto e scienza: un percorso gratuito che risponde al degrado e alla povertà educativa.
A Rebibbia, ventiquattro bambini e un apiario
A Rebibbia il nome del quartiere richiama la cronaca più che la poesia. E talvolta enormi pregiudizi.

Eppure, tra aprile e ottobre 2026, qui ventiquattro bambini imparano una parola dal duplice significato: essere amici insieme e amici delle api.
È il progetto “Bee Friends” della cooperativa sociale La nave di Telemaco, che intreccia la cura di un apiario didattico con un percorso educativo pensato per contrastare, insieme al degrado ambientale, la povertà educativa di un territorio complesso e delicato.
Un quartiere mille problemi
Siamo nel IV Municipio di Roma, San Basilio, Casal de’ Pazzi, Rebibbia, Tor Cervara, dove l’Indice di Sviluppo Umano è fermo a 0,58, tra i più bassi della città.
Degrado ambientale, disagio sociale, la mole del complesso carcerario a segnare l’orizzonte. È qui che mancano, spesso, gli strumenti più semplici: spazi belli, proposte educative che accendano la curiosità, occasioni per immaginare un altrove.
Un metodo contro la povertà educativa

Bee Friends, attraverso il metodo STEAM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria, Arte e Matematica), tiene insieme un sapere unico e motivante.
Nell’apiario e nell’orto didattici, tra un esperimento e un’attività artistica, i partecipanti, divisi in due fasce, dai 6 agli 11 e dai 12 ai 14 anni, scoprono il legame tra l’uomo e l’ambiente e imparano osservando, toccando, facendo. Intorno a loro, una quarantina di genitori, spesso di famiglie a basso reddito, entrano a far parte del percorso.
Perché scegliere l’otto per mille luterano
L’otto per mille della Chiesa Evangelica Luterana in Italia ha sostenuto l’ampliamento dell’apiario e delle attrezzature, e soprattutto la gratuità dei laboratori: perché la povertà educativa si può superare allargando le possibilità di partecipazione oltre i limiti reddituali ed economici.
Per la CELI anche questo è un modo di fare diaconia condivisa: stare accanto ai più piccoli, là dove crescere è più difficile. Così piccoli e grandi progetti sbocciano in Italia, e hanno un nome: il tuo.
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