Versetto del 29 Marzo

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29 marzo
Parola per il giorno – 29.03.2020 domenica Judica
Quando lo spirito mio è abbattuto in me, tu conosci il mio sentiero. (Salmo 142,4)
Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione. (2 Corinzi 1,3-4)

Consolazione, consolare – ne abbiamo veramente bisogno in questo tempo. Anche in altri tempi, ma adesso  che la consolazione umana può essere data quasi esclusivamente in modo virtuale, ce ne rendiamo maggiormente conto

Ovviamente mi viene subito in mente il versetto dell’anno 2016, dove il profeta Isaia ha un messaggio da parte di Dio per il suo popolo:

Come un uomo consolato da sua madre così io consolerò voi. (Isaia 66,13)

La storia tra Dio e i suoi figli e le sue figlie non va assolutamente liscia. Vanno per le proprie vie, concludono delle alleanze con dei poteri dai quali sperano di ottenere di più rispetto che da Dio. Sono stati deportati dalla patria verso la prigionia. Si sentono abbandonati e dimenticati.

Fino ad oggi l’umanità si affida alle proprie forze, dalle quali spera di ottenere aiuto. E la sensazione di essere in prigionia si avvicina molto al sentimento di tanti, incollati a casa, senza la consolazione delle persone care. Quanti si sentono anche abbandonati da Dio, come se si fosse allontanato a dismisura.

Molto grave è questa situazione per coloro che stanno morendo tutte sole, nessun parente può andare da loro, tenere la mano, consolare. Questo è crudele…una situazione senza Dio. Come possiamo garantire una morte dignitosa anche in questa situazione? Questa sfida l’abbiamo ancora davanti. La paura paralizza, fino alla disumanità.

Quando lo spirito mio è abbattuto in me, tu conosci il mio sentiero.

Di questo mi voglio fidare, a questo Dio voglio affidare tutte le persone che sono morte senza consolazione e senza accompagnamento e che muoiono ancora. A questo Dio mi voglio affidare anche io, e tutti coloro che hanno bisogno di consolazione. Perché Dio ci vuole consolare, come una madre e come un padre misericordioso.

Questa dimensione di consolazione supera ampiamente un “Tutto finirà bene” . Dio vede i cuori e le speranze spezzati. Prende sul serio la miseria e i fallimenti dei suoi figli. Diventano una causa propria. Come una madre e come un padre si impietosisce.

La consolazione è un avvenimento complesso. Da un lato è liberatorio: il consolato ritrova il respiro. Dall’altro lato la consolazione pone nuovamente terreno sotto ai piedi. In ultima analisi si tratta di questioni come: Chi mi da’ sostegno? Cosa mi porta nella vita e nella morte?

Come posso vivere fiduciosa – sostenuta e libera?
Vivere fiducioso – con un fondamento solido sotto ai piedi e un orizzonte vasto?
Dio stesso è il consolatore. Egli vede la tribolazione che mette in repentaglio la vita e si china su di noi per consolarci. Egli è un “forno pieno d’amore” come Martin Lutero descrive l’affetto di Dio verso noi esseri umani. E inoltre, la consolazione di Dio ci libera e ci dona l’ampiezza. Guarisce e rinnova la comunione infranta con il suo popolo e gli apre a nuove prospettive.

Le persone consolate prendono l’aria. Internamente ed esternamente. Lo Spirito Santo è il consolatore e viene visto come lato femminile di Dio. Ci mette in moto.
Sulla croce Gesù ha vinto tutti i poteri tenebrosi del mondo e della mia vita. Anche la morte.

La sua risurrezione mi fa sperare quello che già nel libro di Isaia è accennato: “Ecco, io sto per creare un nuovo cielo e una nuova terra …” e nell’apocalissi questo pensieri continua: “Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi. La morte non ci sarà più. Non ci sarà più né lutto né pianto né dolore. Il mondo di prima è scomparso per sempre. Dio promette: Come un uomo consolato da sua madre così io consolerò voi.
Se lo prendo per parola mi si apriranno dei nuovi orizzonti. Per la mia vita e per le persone che desiderano ardentemente la consolazione. La consolazione si può anche allargare, qui e ora. Se sono consolato posso anch’io a mia volta consolare.

Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione.

Benedetta domenica con la lode di Dio sulle labbra,

vostra Kirsten Thiele  (Napoli)