L’appello di KEK e CCME in vista della Giornata mondiale del rifugiato

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22 giugno 2014
Roma, Italia

 

Di Lecce: riconoscere il diritto d’asilo attraverso adeguate politiche di accoglienza

 

La tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013 ha portato all’attenzione delle società e dei governi europei il destino delle persone che attraversano il Mediterraneo per cercare salvezza da guerre, persecuzioni e povertà”. Inizia così la lettera che la Conferenza delle chiese europee (KEK) e la Commissione delle chiese per i migranti in Europa (CCME) hanno inviato alle chiese in vista del prossimo 20 giugno, Giornata mondiale del rifugiato. In particolare, la missiva rinnova l’appello affinché, nei culti di domenica 22 giugno o in incontri ecumenici appositamente organizzati, le chiese dedichino momenti di preghiera alla memoria delle 19.144 persone che dal 1988 al 2013 “hanno perso la vita affogate in mare o nei fiumi, soffocate nei container di camion o navi”. A questo scopo, sul sito del CCME è possibile trovare materiali liturgici in inglese e tedesco.

Un invito, quello della KEK e CCME, che la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) raccoglie ormai da anni. La FCEI ha infatti organizzato, insieme alla Comunità di Sant’Egidio, al Centro Astalli, alla Fondazione Migrantes, alla Caritas Italiana e alle ACLI, l’incontro ecumenico di preghiera “Morire di speranza”, che si terrà a Roma, domenica 22 giugno alle 18.30 presso la Basilica di Santa Maria in Trastevere. “La maggior parte delle persone che tentano di arrivare oggi in Europa – ha dichiarato Franca Di Lecce, direttore del Servizio rifugiati e migranti (SRM) della FCEI – fuggono da paesi in guerra e fortemente destabilizzati che minacciano i loro diritti umani fondamentali. Sono persone che hanno il diritto di chiedere asilo garantito dalla Costituzione italiana e dalle norme dell’Unione Europea e di ricevere protezione e accoglienza. Ma la questione dell’accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo in Italia – ha proseguito Di Lecce – è da sempre critica e problematica. La mancanza di pianificazione, l’inadeguatezza di un sistema frammentario, disomogeneo e insufficiente, ancora improntato ad una logica emergenziale e completamente svincolata da una progettualità di lungo periodo, costringe ogni anno migliaia di richiedenti asilo a sopravvivere in condizioni di indigenza e sempre di più a voler lasciare l’Italia”. Per l’occasione il SRM ha preparato un dossier ad uso delle chiese che può essere richiesto all’indirizzo srm@fcei.it.

 (NEV, 25/2014)