Versetto del 25 Maggio

Not all the articles are present in every language

Loading Events
25 May

Parola del giorno – 25.05.2020
Oh Signore, al mattino tu ascolti la mia voce; al mattino ti offro la mia preghiera e attendo un tuo cenno. (Salmo 5,3)
Pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza. Pregate per tutti i santi. (Efesini 6,18)

“I confini del nostro linguaggio sono i confini del nostro mondo.” Questa affermazione del filosofo Ludwig Wittgenstein sono più che vere. Più ampio è il mio vocabolario, tanto meglio capisco il mondo. E se parlo anche una o più lingue straniere, l’orizzonte della mia vita si allarga. Allora mi posso muovere anche in altri parti del mondo.
Il linguaggio religioso arriva ancora oltre. Va oltre i confini del mio mondo quotidiano e si rivolge nella preghiera al “Tu Eterno”. Con questo confido che lo Spirito di Dio è presente e agisce in questo mondo e in ogni persona.
La Bibbia ci incoraggia a parlare con Dio come con un buon amico o una buona amica. Tutto ciò che abbiamo sul nostro cuore possiamo mettere davanti a Lui: gioia e ringraziamento, supplica e lamento. Non servono emozioni speciali, e neanche tante parole. Solo la nostra fiducia è indispensabile, che Dio sta alle nostre spalle come un buon amico, che ci capisce come un’amica o un amico empatici.
Pregare si impara pregando, come impariamo una lingua mentre la parliamo. Al meglio si impara una lingua nuova quando la si pratica ogni giorno. All’inizio costa anche fatica, ma nel tempo arriviamo a sentire il suono delle parole e dei detti. Così entriamo sempre più in confidenza con la lingua.  A pregare lo impariamo mentre lo facciamo. Ed è bene semplicemente iniziare. Qui un esempio già conosciuto:

Dietrich Bonhoeffer, preghiera del mattino (per i compagni di prigionia, Natale 1943)

Al cominciar del giorno, Dio, ti chiamo.
Aiutami a pregare e a raccogliere i miei pensieri su di te;
da solo non sono capace.
E’ buio dentro di me, ma presso di te c’è luce.
Sono solo, ma tu non mi abbandoni.
Sono impaurito, ma presso di te c’è aiuto.
Sono inquieto, ma presso di te c’è pace.
In me c’è amarezza, ma presso di te c’è pazienza.
Io non comprendo le tue vie,
ma tu conosci la mia via.
Signore Gesù Cristo,
tu eri povero e misero,
imprigionato e abbandonato come me.
Tu conosci tutta l’infelicità degli uomini;
tu rimani accanto a me,
quando nessun uomo mi rimane accanto,
tu non mi dimentichi e mi cerchi,
tu vuoi che io ti riconosca e mi volga a te.
Signore, odo il tuo richiamo e lo seguo, aiutami!
Signore, qualunque cosa rechi questo giorno,
il tuo nome sia lodato!
Amen.

Pastora Kirsten Thiele, Napoli