22 Dicembre 2020 | La storia delle palline di Natale

Il primo addobbo dell’albero di Natale furono delle mele insieme a noci e mandorle. Solo in seguito integrati o sostituiti da arance e palline di Natale.

Come tutto il simbolismo che circonda il Natale, anche l’utilizzo della mela non è un caso. L’origine è da cercare nel racconto biblico del paradiso. Eva – così il testo – consegnò il frutto proibito ad Adamo, che lo prese e ne diede un morso. Di seguito i due furono espulsi dal paradiso.

Con la nascita di Cristo, però, ritorna la speranza del paradiso.

Per questo il 24 dicembre è dedicato non solo a Gesù Bambino, ma anche ad Adamo ed Eva. Nel Medioevo, alla vigilia di Natale, venivano rappresentati dei cosiddetti spettacoli-paradiso, che come una specie di preludio al racconto della salvezza ricordavano al pubblico la storia del peccato originale e dell’espulsione dal Giardino dell’Eden.

Il simbolo di questo racconto è la mela. Se fosse davvero una mela è dubbio, la Bibbia parla solo di un frutto. Nella tradizione e nella rappresentazione artistica questo frutto prese la forma della mela che Eva porge ad Adamo. Una probabile spiegazione è la similitudine delle due parole latine per il male, “malum” e per la mela, “malus”.

Anche il bambino tra le braccia di Maria viene occasionalmente raffigurato con una mela in mano.
La mela di Natale, dunque. Un ricordo del paradiso perduto.
Mancano due giorni alla vigilia di Natale.
Natale – la notte consacrata dalla nascita di un bambino, figlio di gente povera e insignificante.
A Natale si festeggia il rovesciamento delle circostanze. Secondo un vecchio canto, “LUI … diventa un servo e io un padrone”.
O forse… LUI è un’ancella – e io una padrona?

In ogni caso, Gesù capovolge i rapporti di potere nel mondo. Egli ripara le anime spezzate degli uomini e nel suo bagaglio porta la gioia – e la pace.
Proprio come in paradiso.

“Oggi egli schiude di nuovo la porta del bel paradiso”, proclama un altro canto tradizionale di Natale.
Oggi nella maggior parte delle case le mele sono state sostituite dalle palline di natale. In vetro o anche in ceramica.

Anch’io ho delle palline di Natale al posto delle mele. Le mie due preferite vengono da Caltagirone, la capitale della maiolica siciliana. Sparsi per tutto il centro della città e lungo la famosa scala in ceramica, ci sono molti piccoli negozi dove è ancora possibile osservare gli artigiani al lavoro. Dalle loro mani abili nascono piatti e ciotole, brocche e vasi, figure mitologiche come le famose teste che si trova poi dappertutto in Sicilia. Ogni oggetto un pezzo singolo e dipinto a mano.

Una delle due palline ricorda con la forma rotonda e il colore rosso ancora la mela, l’altra invece per la forma un po’ obliqua, i colori e i motivi, ricorda che questa pallina è nata nella terra dove fioriscono i limoni.
Infatti, il frutto biblico del paradiso avrebbe potuto benissimo essere anche un limone – anche se il fatto che Eva e Adamo dopo aver mangiato il frutto e perso l’innocenza si coprono di foglie di fico rende più probabile l’idea che la mela del paradiso sia stata invece un fico.

Dalla Sicilia, dall’estremo sud e dal giardino di frutta d’Italia,
auguro a voi e ai vostri cari un felice e benedetto Natale –
e un nuovo sguardo al paradiso.

Pastora Sabine Kluger, Comunità Evangelica Luterana di Sicilia

 

Citazioni: Inno di natale “A Dio rendete lode” (versi 5 e 6); Poesia “Mignon”, Johann Wolfgang von Goethe