Siamo uniti verso un obiettivo comune - Chiesa Evangelica Luterana in Italia

Siamo uniti verso un obiettivo comune

Jens Ferstl, da sei mesi tesoriere della Chiesa Evangelica Luterana in Italia
Dal mese di ottobre dello scorso anno, Jens Ferstl, membro della comunità di Merano è il nuovo tesoriere della CELI. I numeri non sono solo la sua passione ma anche il suo pane quotidiano, nel suo lavoro si occupa infatti di sviluppo di programmi finanziari e contabili. Nelle prime riunioni del Concistoro ha apprezzato soprattutto una cosa: un livello di cooperazione già buono e l’attività di team building. Ferstl ha appoggiato inoltre in pieno la decisione di svolgere il Sinodo on line, anche se la prospettiva di potersi incontrare solo virtualmente certo non lo entusiasma.

Un Sinodo in formato digitale. Cosa significa questo per lei?

Jens Ferstl: Per dir la verità, svolgo la maggior parte del mio lavoro in questo modo. Pensare di partecipare in questa modalità a un Sinodo, dalla scrivania del mio ufficio… diciamo che non è il massimo. Avrei preferito non doverlo fare. Ma detto questo, vista la situazione, è la scelta giusta. Sono comunque molto impressionato dallo scrupolo e dalla professionalità con cui la presidenza sinodale e il decanato stanno organizzando i tre giorni del sinodo online.

…però preferirebbe essere a Roma a fine aprile!

Jens Ferstl: Certo, soprattutto per l’aspetto delle relazioni interpersonali. Il Sinodo non consiste solo in sessioni plenarie e lavori di gruppo. Ci sono le conversazioni spontanee durante i pranzi e le cene. Il fatto di conoscersi e scambiarsi le idee in piena libertà. Spesso proprio da questi incontri “casuali” vengono fuori cose importanti. Dal nostro primo Sinodo in Sicilia nel 2008 (la comunità di Merano ha aderito alla CELI nel 2008), noi sinodali di Merano cerchiamo sempre di distribuirci su diversi tavoli ad ogni pasto e, per quanto possibile, di non stare sempre tra noi, in modo da poter entrare in contatto con i membri delle altre comunità e costruire una rete di relazioni personali. Ma naturalmente, in questo 2021 non c’è alternativa al formato digitale e devo anzi dire: per fortuna abbiamo la possibilità di tenere il Sinodo almeno in questo formato!

Lei è in carica solo da pochi mesi. Certo, come ex membro di lunga data della Commissione tecnica finanziaria non avrà avuto bisogno di molto tempo per entrare nella materia. Qual è la sua prima impressione?

Jens Ferstl: Sono davvero molto impressionato dall’efficienza e dalla buona cooperazione nel concistoro e con il decanato. Anche se la preparazione e le riunioni sono estenuanti, anche se una giornata purtroppo ha solo 24 ore e non di più – mi entusiasma poter lavorare insieme a queste persone e per la nostra chiesa. Siamo uniti verso un obiettivo comune!

Lei dice di se stesso di essere una persona pronta al dialogo e alla ricerca di soluzioni condivise. Al tempo stesso ribadisce che stabilire e rispettare delle regole fondamentali è una sua necessità. Poi ha le sue idee su come svolgere determinate cose…

Jens Ferstl: Ho le mie idee e le propongo, vengono esaminate e discusse e si trovano dei compromessi. La cosa bella è che a tutti i livelli della CELI nessuno lavora per se stesso, ma si lavora tutti insieme per la causa comune. Per la nostra chiesa. Abbiamo la grande fortuna di trovare nel decanato un partner valido che non solo è la memoria storica della CELI, ma un grande ed efficiente sostegno in tutto.

È ancora convinto di aver preso la decisione giusta quando si è candidato per la carica del tesoriere?

Jens Ferstl (ride): Diciamo di sì. Certo, è un sacrificio, richiede del tempo ed è una grande responsabilità. Come membro della Commissione tecnica finanziaria ho dovuto in passato occuparmi di controllare le decisioni prese, ora mi tocca anche prendere decisioni da solo! Come tesoriere, gestisco denaro che non mi appartiene – un compito che assumo con il massimo impegno.

Essere così coinvolto negli affari interni della Chiesa, cambia un po’ la sua prospettiva?

Jens Ferstl: Se cambia la mia prospettiva? Mettiamola così: quello che ho trovato è una macchina ben oliata. Non devo preoccuparmi del pagamento degli stipendi, delle faccende amministrative quotidiane. Come tesoriere, posso e anzi devo influenzare le decisioni delle spese, decisioni che oltre a considerazioni di carattere puramente finanziarie (come per esempio riguardo all’OPM), in qualche maniera hanno a che fare anche con la mia idea personale di chiesa. Questa è la cosa interessante e intrigante di questo incarico, e mi sto avviando esattamente su questa strada, ma è ancora troppo presto per dire di più.

nd

23.04.2021