Grazie Strümpfelbach

La comunità luterana del Württemberg ha donato 3.335 euro per #insieme contro Covid
A parte Sanremo, Roma e Napoli, ha già visitato tutte le città d’Italia dove ci sono comunità della CELI. In bicicletta, partendo dalla Germania. Lui è Helmut Kaschler, pastore della comunità luterana di Strümpfelbach nel Baden Württemberg. A fine agosto la sua comunità ha fatto una generosa donazione di 3.335 euro, a sostegno della campagna di raccolta fondi della CELI, #insieme contro il Covid, a favore dei due ospedali evangelici di Genova e Napoli e dell’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo.

Strümpfelbach ha circa 2.500 abitanti ed è il più piccolo di cinque ex villaggi, Beutelsbach, Enderbach, Großheppach e Schnait, che sono cresciuti insieme fino a diventare quartieri di Weinstadt. Strümpfelbach è principalmente protestante, i cittadini cattolici celebrano le loro funzioni nella chiesa protestante. Sankt Jodokus è una chiesa molto particolare, una chiesa fortificata del 1495 con una torre del XIV secolo. Strümpfelbach è una tappa del Cammino di Santiago di Compostela.

Il pastore Kaschler serve la sua parrocchia da più di 25 anni; nel frattempo i suoi figli sono adulti e così lui e sua moglie vivono adesso da soli nella canonica. Il pastore Kaschler è molto orgoglioso della sua comunità, che non solo è sempre generosa quando si tratta di aiutare, ma si caratterizza anche per la tolleranza e la disponibilità. Ed è orgoglioso della musica da chiesa, che, così il pastore, in termini di qualità non ha nulla da invidiare ad una grande chiesa collegiata. Hartmut Finkbeiner è un eccellente organista, non solo suona il prezioso organo del 1796 ma dirige anche il coro della chiesa; c’è anche un coro di tromboni e un gruppo di ottoni per giovani.

Il lavoro con i giovani è una delle passioni di Helmut Kaschler e l’attaccamento dei confermandi lo dimostra. Nel suo cellulare ci sono infatti numerosi gruppi Whatsapp dei ragazzi dei diversi anni. “Mi danno tutti il tu”, dice Kaschler. In caso di bisogno battendo due tasti sul telefono riesce a raggiungere un’ottantina di giovani volontari. Dopo la confermazione, molti giovani partecipano ad un corso di formazione per guidare dei gruppi giovanili. Il lavoro dei giovani è gestito dallo staff dell’Associazione giovani cristiani, CVJM, con il quale il pastore Kaschler è in stretto contatto. Ma la continuità, cioè la permanenza dei giovani nella comunità una volta fatta la confermazione, è un problema anche a Strümpfelbach. Durante la pandemia di Corona, tuttavia, il contatto si è notevolmente rafforzato.

Nella comunità di Helmut Kaschler ci sono anche gruppi d’incontro per persone fino a 50 e oltre i 50 anni, un gruppo di escursionisti, un gruppo uomini in dialogo, il gruppo donne, un gruppo di teenager nonché l’asilo evangelico.

Tuttavia, durante la seconda ondata di Covid, in inverno, tutte le attività hanno subito notevoli restrizioni, anche se Strümpfelbach è stata in gran parte risparmiata. “Nella mia comunità – ribadisce il pastore Kaschler – finora non ci sono stati casi. Le persone stanno davvero attente.” A partire dal mese di novembre, quindi, le prove dei cori sono interrotte, gli incontri con i confermandi e i gruppi giovanili si fanno in modalità digitale e i culti si svolgono all’aperto e vengono parzialmente registrati, anche a Natale, con la grandissima fortuna che solo 10 minuti dopo la fine dell’ultimo culto della vigilia di Natale ha iniziato a piovere con forza per ore.

Durante la prima ondata della pandemia nella primavera del 2020, quando la Germania sembrava molto meno colpita rispetto ai paesi mediterranei, i membri della comunità di Strümpfelbach sono rimasti molto colpiti dalle immagini dall’Italia e soprattutto da Bergamo. Da questa costernazione, ma anche dalla gratitudine per essere stati in gran parte risparmiati, è nato il desiderio di fare qualcosa di concreto. “La mia comunità è da sempre molto generosa”, sottolinea Helmut Kaschler, “e così si sono subito posto la domanda: come e dove possiamo aiutare?

Ogni anno i membri della comunità danno un contributo volontario da utilizzare per la realizzazione di progetti. Il più delle volte questi fondi confluiscono per intero nel lavoro con gli adulti e con i giovani della comunità, distribuendoli su tre progetti scelti dai membri. “Quest’anno”, ha detto Kaschler, “volevamo invece fare un’eccezione e non usare i soldi solo per noi. A noi non mancava niente, noi stavamo bene, dopo tutto!”

Una telefonata all’ufficio della chiesa regionale del Württemberg a Stoccarda avrebbe dovuto far luce su come e dove si poteva dare aiuto in Italia. E infatti, dopo solo tre ore è arrivato un colpo di telefono seguito da una e-mail con il comunicato stampa della CELI in cui si annunciava la raccolta fondi, #insieme contro il Covid. Con ciò, tutti i dubbi sui destinatarii dell’iniziativa, si erano rapidamente dissipati.

Alla fine di agosto i soldi raccolti per gli ospedali italiani: ammontavano a 3.335 euro. Il decano della CELI, Heiner Bludau, ha ringraziato il suo collega pastore e la sua comunità con parole calorose per questa “meravigliosa espressione di solidarietà cristiana. Non è che nel Baden-Württemberg non aveste anche voi da combattere contro la pandemia”, ha scritto il decano Bludau. “Il fatto che la vostra comunità non solo si accorga dei problemi degli altri, ma desideri anche di affrontarli in modo molto concreto e utile raccogliendo una donazione di un importo così importante, è una dimostrazione di solidarietà nella fede.”

Questa donazione rappresenta un contributo efficace e importante nella lotta contro la seconda ondata della pandemia, che ormai ha raggiunto su larga scala anche la Germania, dove sta mietendo molte vittime. La Chiesa Evangelica Luterana in Italia ringrazia i fratelli e le sorelle di Strümpfelbach e augura loro la benedizione di Dio per il nuovo anno 2021.

nd

Foto: interno della chiesa di Sankt Jodokus, Strümpfelbach