Parola del giorno - Chiesa Evangelica Luterana in Italia

Parola del giorno

14 Dicembre 2020 | Prepariamoci alla venuta di Dio

 

“Preparate la via del Signore”, dice il profeta Jesaia. “Ecco il Signore, Dio, viene con potenza.”

(Jes 40,3.10)

 

Giovanni Battista durante la sua (breve) vita ha messo in pratica questa appello. Alla sua nascita, suo padre Zaccaria loda Dio con il “Benedictus” e dice al figlio appena nato: “E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo, perché andrai davanti al Signore per preparare le sue vie, per dare al suo popolo conoscenza della salvezza mediante il perdono dei loro peccati.” (Luca 1,76-77)

 

È solo storia biblica o può avere un significato per noi ancora oggi?

 

Nel testo bibblico questo preparare le vie per la venuta di Dio viene raccontato come la diffusione tra il popolo di Dio del “dono della conoscenza della salvezza” da parte di Giovanni. Ma cos’è la salvezza? Qual è il senso della nostra vita? Come possiamo affrontare la vita in modo adeguato? A quali obiettivi dobbiamo aspirare e cosa dovrebbe accadere per raggiungere veramente tali obiettivi?

 

È così che la “salvezza”, il senso e l’obiettivo della nostra vita, consistono solo nell’essere sani, nel vivere in una ragionaevole prosperità, nello star bene e nel riuscire in quello che facciamo?

 

La “conoscenza della salvezza” che Giovanni diffonde va in una direzione diversa. Nel suo caso è legata al “perdono dei peccati”. Nella Bibbia, il peccato non è semplicemente un reato o un crimine più o meno grave. Piuttosto, secondo la comprensione biblica, il peccato inizia con Adamo ed Eva. Il primo peccato è che i due mangiano il frutto proibito dall'”albero della conoscenza del bene e del male”, contravvenendo ad un divieto di Dio. Il punto cruciale qui non è il mangiare un frutto, ma la trasgressione del comandamento o del divieto di Dio. A questo punto, nella storia dell’umanità, avviene una separazione tra l’uomo e Dio. L’uomo non è più guidato nei suoi pensieri e nelle sue azioni dal suo Creatore, ma vuole giudicare da sé ciò che è bene e ciò che è male, si fa guidare dal suo proprio giudizio. La conseguenza è, nel racconto della Bibbia, è che Adamo ed Eva devono uscire dal Giardino dell’Eden. Il peccato si diffonde tra i loro discendenti. Molto presto, non si tratta solo di mangiare frutta proibita, ma già tra i figli della coppia, Caino ed Abele, avviene il primo omicidio.

 

Attraverso il “perdono dei peccati” questo strappo tra Dio e l’uomo viene ricucito. L’uomo è di nuovo accolto da Dio. Invece di mangiare i frutti dell’albero della conoscenza e quindi di determinare il percorso della sua vita, è invitato ad accettare il dono della “conoscenza della salvezza” offerta da Giovanni Battista, preparando così la via del Signore.

 

La ricerca della salute, della ricchezza, del benessere, del successo non sono in sé sbagliate. Ma non dovrebbrero essere il nostro obiettivo finale, dice Giovanni. Prepararsi alla venuta del Signore potrebbe quindi significare diventare attenti a ciò che Dio vuole da noi, accettando di metterci in gioco. Come un padre accoglieun figlio che ha fatto le proprie scelte (Luca 15), così Dio ci viene incontro a braccia aperte.

 

In un canto natalizio si legge: “E oggi, Dio la porta già / dell’Eden apre ancor; ha tolto l’angelo custode. A Dio lode, onor! (Innario CELI, 113,6).

 

Mancano poco più di dieci giorni al Natale. Potremmo usare il tempo rimanente per riflettere su come possiamo aprirci alla venuta di Dio nella nostra vita.

 

Decano Heiner Bludau, pastore della Comunità Evangelica Luterana di Torino

 

 

trad.: nd

foto: Pixabay