Vivere l’Avvento come periodo di Passione

Saluto d’Avvento del Decano della Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Heiner Bludau

Avvento: La maggior parte di queste quattro settimane sono percepite e vissute come un periodo bello e piacevole. Il buio crescente delle ore pomeridiane e serali viene contrastato da sempre più luci, luci ovunque, così che nessuno debba temere di sprofondare nell’oscurità. Al contrario, le luci dell’Avvento creano un’atmosfera molto speciale e intima. Un’atmosfera che ci porta a pensare ai preparativi per il Natale. Molti membri della nostra chiesa, originari dalla Germania, portano con sé delle tradizioni particolari: non solo la musica tradizionale dell’Avvento, tantissime canzoni, ma anche gli addobbi. Per esempio le piccole orchestre di angeli, fatti in legno e amorevolmente dipinti, oppure le famose piramidi intagliate nel legno con scene della natività che il calore di una candelina porta a girare lentamente. E ogni regione porta con sé una propria tradizione. E poi tutta la varietà dei diversi biscotti tradizionali fatti in casa tipici del Natale tedesco: stelle alla cannella, i famosi cornetti di mandorla, pan di spezie, i babbo natale di cioccolato…

Certo quest’anno tutto questo sarà un po’ diverso. La maggior parte delle nostre comunità organizza tradizionalmente un mercatino d’avvento all’inizio di questo periodo di avvicinamento al Natale. Occasione non solo per inaugurare insieme l’Avvento, ma anche per comprare qualche nuovo addobbo o la corona d’avvento. Quest’anno però non sarà possibile, e molto probabilmente molti di noi non sono neanche nello spirito giusto per festeggiare l’Avvento come al solito.

Allora, che fare? Certo, si potrebbe dire: ora più che mai! Non permetterò che il virus e le misure di contrasto alla pandemia mi rovinino l’umore. Con tutta la buona volontà, tuttavia, non è detto che si riesca a dedicarsi con serenità ai preparativi del Natale come se niente fosse.  Immagino che una buona parte della vostra energia spirituale serva per accantonare il comunque presente disagio del quotidiano.

Ho quindi una proposta diversa. Nella tradizione ecclesiastica, l’Avvento è in realtà un tempo di Passione/ Quaresima. Molti cristiani non se ne rendono nemmeno conto, visti i tanti dolci che vengono offerti in questo periodo. Ma chi visita la chiesa nelle domeniche d’Avvento, può notare che il paramento appeso all’altare è viola, cioè dello stesso colore del periodo della Passione. E nella liturgia, dalla seconda alla quarta domenica d’Avvento – come infatti nella stagione della Passione – non viene cantato il Gloria.

La situazione particolare che stiamo vivendo in queste settimane (e già tutto l’anno) non potrebbe forse essere l’occasione per ragionare sul significato reale di queste cose, che altrimenti spesso ignoriamo o trascuriamo? Non voglio invitarvi a tralasciare del tutto la tradizione popolare per passare ad una tradizione più ecclesiale. Ma forse potremmo trarre degli spunti da questa tradizione per affrontare meglio il presente.

Avvento, dal latino adventus, significa arrivo. Nell’Avvento noi cristiani ci confrontiamo con la venuta di Cristo in due modi. Con la nascita di Cristo, “la Parola di Dio si fece carne” dice la Bibbia (Giovanni,1:14). Questo significa che Dio e il suo regno sono arrivati molto vicini a noi. È iniziato qualcosa il cui completamento deve ancora arrivare. Come confessiamo e chiediamo pregando il Credo e il Padre Nostro, ad un certo punto il Regno di Dio sarà completato, Cristo ha promesso che tornerà. Questo è il secondo aspetto della venuta, a cui si riferisce l’Avvento.

L’Avvento visto come periodo di Passione (Quaresima) non spegnerebbe la nostra gioia. Al contrario, potrebbe condurci a vivere una gioia ancora più profonda. “Ecco, il tuo re viene a te; egli è giusto e vittorioso.” Se prendiamo sul serio ciò che dice il profeta Zaccaria nel verso settimanale per la prima domenica d’Avvento, non potrebbe questo cambiare il nostro atteggiamento? Se Cristo regnasse davvero su di noi, e non il desiderio di prosperità, la ricerca del successo, la paura del futuro, la nostra stessa vita non assumerebbe forse una dimensione completamente nuova?

Un avvento vissuto come periodo di passione/ quaresima non significherebbe necessariamente un invito alla rinuncia a tutto. Ma la rinuncia ad alcune abitudini quotidiane non potrebbe creare uno spazio libero per dedicarci alla Parola di Dio, aiutandoci a cogliere il messaggio dell’Avvento non solo con la mente ma anche e pienamente con l’anima? Se dessimo alla Parola di Dio la possibilità di attivarsi dentro di noi, potrebbe scatenare una gioia molto più grande di quella che proviamo tramite le nostre tradizioni natalizie.

In questo senso auguro a tutti noi un benedetto Avvento.

Heiner Bludau, Decano della Chiesa Evangelica Luterana in Italia

Trad. nd

Foto: Othmar Seehauser