Sforzi per liberare la “Sea-Watch 4”

Bedford-Strohm, EKD, parla con il Ministro dei Trasporti e della Guardia Costiera italiano

La morte di oltre 90 profughi, annegati nel giro di solo poche ore in diversi naufragi al largo delle coste libiche, è stata descritta dal presidente del Consiglio della Chiesa luterana in Germania (EKD), il vescovo Heinrich Bedford-Strohm, come sofferenza inaccettabile che grida al cielo. L’ennesima morte senza senso nel Mediterraneo, una catena di lutti che deve immediatamente terminare. In un incontro video con la Ministra italiana dei Trasporti, Paola De Micheli, Bedford ha sostenuto la richiesta di un immediato rilascio della nave di soccorso “Sea-Watch 4 – powered by United4Rescue”.

La “Sea-Watch 4” – acquistato con mezzi pervenuti da donazioni e attrezzata come nave-soccorso dall’alleanza United4Rescue fondata su iniziativa dell’EKD all’inizio dell’anno – dal ritorno dalla sua prima missione lo scorso 19 settembre in cui aveva salvato 353 migranti in mare, si trova bloccata nel porto di Palermo per “motivi amministrativi”. La nave, così le autorità competenti,  non sarebbe – come del resto anche le altre navi delle ONG bloccate – omologata al soccorso in mare e avrebbe caricato a bordo un numero troppo alto di persone

All’incontro online, si legge in un comunicato stampa dell’EKD, hanno partecipato accanto alla Ministra dei Trasporti, anche il Comandante generale della Guardia Costiera Italiana, Giovanni Pettorino, e il coordinatore del programma per i rifugiati della Federazione delle Chiese Protestanti in Italia, FCEI, Paolo Naso. Bedford-Strohm aveva espresso la sua totale incomprensione per il blocco della nave a fronte dell’emergenza umanitaria nel Mediterraneo. “Faremo tutto il possibile affinché la Sea-Watch 4 possa ancora una volta fare quello per cui è lì: salvare vite umane”.

Un evento straordinario ha segnato l’inizio di una nuova campagna di raccolta fondi da parte dell’alleanza United4Rescue per l’acquisto di una seconda nave di salvataggio, la Sea-Eye 4: l’Inno alla Gioia di Beethoven suonato come requiem subacqueo dal gruppo danese “Between Music” con speciali strumenti subacquei. “Drowned requiem” per tutte quelle persone la cui fuga è finita e continua a finire, in una fredda tomba sul fondo del Mediterraneo.

Il video è stato distribuito in tutta Europa a partire dal 15 novembre, insieme a una petizione alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, per fermare le morti nel Mediterraneo e per sollecitare la creazione di una canale istituzionale di salvataggio nel Mediterraneo. “Non possiamo più assistere inerti e indifferenti a questa situazione. Questo requiem commemora ogni singola persona che ha trovato la morte tentando la fuga verso una vita migliore. Ad ogni morto nel Mediterraneo, muoiono anche i nostri valori europei! E allo stesso tempo vogliamo impegnarci per fare tutto il possibile per evitare ulteriori morti. Manderemo un’altra nave”, dice United4Rescue.

United4Rescue è un’alleanza fondata per il sostegno del soccorso civile nel Mediterraneo. Riunisce oltre 660 organizzazioni, iniziative, aziende, associazioni e fondazioni grandi e piccole, provenienti dai più diversi settori della società tedesca, come la Chiesa Evangelica, EKD, la Federazione tedesca dei sindacati (DGB), World Vision Germany, la fritz-kola srl o il Consiglio di coordinamento dei Musulmani.

Tr.: nd

Foto: www.ekd.de . L’es nave di rifornimento Offshore (anno di costruzione 1972, 55 m lunghezza, 11 m larghezza) viene attualmente  trasformata nella nave di salvataggio Sea-Eye 4.