“È normale!”

La vicedecana CELI Kirsten Thiele sull’approvazione della legge contro l’omofobia

“L’omofobia è da sempre una questione molto importante per la nostra Chiesa”, dice la vicedecana della CELI, Kirsten Thiele, a seguito del primo via libera – il 4 novembre scorso – della Camera dei Deputati al disegno di legge sull’omotransfobia. L’importanza di riconoscere i rapporti omosessuali è un tema presente anche nell’ambito della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, FCEI. Il 14 maggio 2011, il Sinodo della Chiesa Evangelica Luterana in Italia ha adottato all’unanimità una presa di posizione sulla “benedizione di persone etero e omosessuali in varie forme di comunione di vita”. Tra le altre cose, afferma: “L’omosessualità è una delle espressioni della sessualità umana nel suo insieme; gli omosessuali non scelgono il loro orientamento, lo trovano.”

Mercoledì 4 novembre il Parlamento italiano ha approvato un disegno di legge che secondo il relatore Alessandro Zan, PD, può essere considerato un provvedimento tra i più progressisti in Europa. Il disegno di legge, che deve ancora superare l’ostacolo del Senato, prevede un’estensione delle sanzioni per contrastare omotransfobia, misoginia e abilismo. Finora il legislatore italiano ha perseguito atti discriminatori o l’incitamento ad atti discriminatori per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Ora invece si aggiunge la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale, così come le minacce, le aggressioni o il bullismo, che possono essere puniti con una pena detentiva fino a quattro anni. Il disegno di legge prevede anche che il 17 maggio sia dichiarato giorno nazionale contro l’omofobia. Le vittime di discriminazione sessuale avranno diritto all’assistenza legale gratuita.

Una legge contro l’omofobia è stata in discussione in Italia per anni ed è stata ostacolata anche dalla resistenza della Chiesa cattolica. Il ddl è stato approvato con 265 voti a favore e 193 contrari. Finora, il discorso dell’odio omofobico e transfobico come atto di libertà di parola è stato escluso dal procedimento penale. L’opposizione ha protestato a gran voce contro il via libera della Camera.

Vicedecana Thiele, lei dice che l’omofobia è una questione importante per la Chiesa Evangelica Luterana in Italia.

Kirsten Thiele: Sì, e non solo per noi. In generale per tutti i luterani e per le altre chiese protestanti. Siamo impegnati da tempo nella lotta contro ogni forma di discriminazione e ne abbiamo dato esempio pratico, come dimostra la decisione del nostro Sinodo del 14 maggio 2011 sulla benedizione di tutte le forme di comunità di vita, sia omosessuali che eterosessuali. Lo ricordo molto bene perché era il mio primo anno nella CELI. Una decisione unanime, vorrei sottolineare, fatto di cui sono molto orgogliosa. È stata preceduta da lunghe discussioni anche molto accese.

Qual è la sua opinione personale, e anche in veste da vicedecana, sulla legge contro l’omofobia adottata dalla Camera dei deputati?

Kirsten Thiele: Da un lato sono molto contenta, era ora. D’altra parte, devo ammettere che trovo triste che sia necessario promulgare una tale legge. Nel senso che è “normale”, o dovrebbe essere “normale”, mettere questo tipo di discriminazione sullo stesso piano di qualsiasi altro tipo di diffamazione.

Così come sono normali le unioni tra persone dello stesso sesso?

Kirsten Thiele: Esattamente. Da molti anni eseguiamo la benedizione delle coppie di fatto, delle coppie che vivono in una relazione di tipo matrimoniale, sia che si tratti di coppie dello stesso sesso sia di coppie eterosessuali. E siamo contenti che anche la legislazione italiana da qualche anno riconosca a queste unioni la stessa tutela giuridica del matrimonio. E vorrei solo accennare qui a ciò che il Sinodo ha già messo sulla carta nel 2011:

“Nell’ascolto della parola di Dio e nella percezione dei cambiamenti sociali, la Chiesa evangelica luterana in Italia svolge il suo compito di accompagnare i cristiani nel loro cammino di vita. Nell’ambito del matrimonio, della famiglia e della sessualità vissuta, osserviamo una varietà di comunità di vita scelte in maniera responsabile e con autodeterminazione dalle persone. Le comunioni di vita vissute in maniera responsabile si basano sulla volontarietà, la continuità, la fiducia e l’assenza di violenza. Da questo derivano rivendicazioni di equivalenza fino all’equiparazione delle comunioni di vita omosessuali che soddisfano le caratteristiche summenzionate di un’unione vissuta in maniera responsabile. La benedizione divina fa percepire in maniera intensa l’amorevole andare incontro di Dio verso tutti.” E mi sembra che non ci sia davvero nulla da aggiungere.

L’orientamento sessuale e le coppie omosessuali non sono un problema per la CELI, anche per quanto riguarda i suoi pastori?

Kirsten Thiele: Per niente. E dico ancora di più: è così “normale” per noi che non riteniamo necessario portarlo all’esterno o pubblicizzarlo. È un’espressione della vita umana ed è compito della Chiesa accompagnare le persone in tutte le forme di vita. Dio non fa discriminazioni, il suo amore è per tutti.

nd

Foto di Jasmin Sessler da Pixabay