“Bisogna enfatizzare il fatto che la coesione tra le religioni esiste”

Il vescovo austriaco Chalupka: il dialogo interreligioso funziona e ha una lunga tradizione

Quattro morti e 22 feriti, di cui sette gravemente. Questo è il bilancio del terribile attentato avvenuto nel centro storico di Vienna, la sera del 2 novembre scorso. Il terrorista, un giovane di vent’anni con doppio passaporto, austriaco-macedone, che in pochi minuti ha seminato terrore e panico, sparando senza criterio nei locali e sulla gente per strada, sembra aver agito da solo. L’attentato è stato rivendicato dall’ISIS. Il vescovo della Chiesa Evangelica in Austria, Michael Chalupka, ha rilasciato una dichiarazione all’epd, agenzia di stampa evangelica. Segue la traduzione.  

Il vescovo evangelico luterano Michael Chalupka nell’attentato terroristico di lunedì sera 2 novembre a Vienna, vede un attacco allo Stato di diritto liberale. In un’intervista con il Servizio stampa protestante bavarese, Chalupka ha affermato che lo scopo dei terroristi è quello di dividere le società occidentali e di mettere i gruppi l’uno contro l’altro. “Ecco perché è così importante enfatizzare la coesione che esiste in Austria, sia a livello sociale che tra le religioni”.

Il vescovo luterano si è riferito alla posizione particolare dell’Islam in Austria, una comunità religiosa riconosciuta per legge già dal 1912. Il dialogo interreligioso, così il vescovo, ha una lunga tradizione e funziona molto bene. A titolo di esempio, Chalupka ha voluto ricordare un episodio di solo alcuni giorni antecedente all’attacco terroristico. Una chiesa cattolica era stata presa di mira da un gruppo di giovani vandali ancora non identificati. “Dei giovani musulmani hanno reagito a questa aggressione formando una catena umana intorno alla chiesa per proteggerla come se fosse la loro.” Un chiaro segno secondo il vescovo Michael Chalupka del profondo rispetto che regna tra le comunità religiose austriache.

In questo contesto, Chalupka si è appellato ai media per affrontare il tema con la dovuta sensibilità. “Era importante, ha ribadito il vescovo, non sostenere (involontariamente) il piano terroristico concedendo agli esecutori troppa attenzione e enfasi. L’obiettivo dei terroristi consisterebbe proprio nel trovare su Internet il maggior numero possibile di video delle loro azioni e di citazioni dei loro attacchi. “Bisogna saper resistere a questa tentazione”, ha sottolineato il vescovo austriaco, per ostacolare i piani dei terroristi”. Si tratterebbe piuttosto di “parlare delle vittime e di esprimere loro solidarietà”.

Chalupka non crede che i musulmani si fossero radicalizzati a seguito alla controversa legge austriaca sull’Islam del 2015. “Le due cose non hanno nulla a che fare l’una con l’altra”, ha dichiarato Chalupka all’Epd. Le critiche alla legge del 2015 si basavano soprattutto sul fatto che all’epoca i musulmani austriaci non si sentivano sufficientemente coinvolti nel processo legislativo. Il terrorismo di matrice islamista sarebbe invece, sottolinea Chalupka, un problema mondiale che non interferisce con la legislazione nazionale austriaca. “Sarebbe troppo facile, sostiene il vescovo della Chiesa Evangelica Luterana Austriaca, spiegare la radicalizzazione di singoli individui con un’iniziativa legislativa. “La responsabilità è dei colpevoli e di nessun altro”, ha concluso.

Vienna (epdÖ) – 03.11.2020

Trad. nd