Significativa apertura degli orizzonti

1° Sessione XXIII Sinodo
Relazione di commiato del Presidente sinodale Georg Schedereit – Sovranità del Sinodo

Una relazione finale in dieci punti e, come sempre, un discorso molto personale. Dopo quattro anni e mezzo, Georg Schedereit si è congedato da presidente del Sinodo della Chiesa evangelica luterana in Italia. Motivi di salute lo hanno portato a non mettersi a disposizione per un secondo mandato. Prima che i partecipanti alla prima sessione del XXIII Sinodo eleggessero Wolfgang Prader come suo successore, Schedereit ha fatto rivivere le esperienze degli ultimi anni rivelando anche la sua personalissima concezione dell’essere luterano.

Il presidente del sinodo, Georg Schedereit, ha vissuto gli ultimi quattro anni come una significativa apertura di orizzonti: una lettura intensa dei testi sacri, la spiritualità, la conoscenza delle 15 comunità di questa piccola chiesa nella diaspora, ognuna così diversa dall’altra ma tutte molto vitali. La neutralità per lui è sempre stata un valore importante, per lo meno quanto l’insistenza sulla sovranità statutaria del Sinodo e sulla democrazia di base.

Grazie alla molteplicità e alla diversità vissuta in vari ambienti, ha sottolineato il presidente uscente, la CELI gli è apparsa sempre più come una confederazione, un tetto piuttosto che una chiesa nazionale. Il pluralismo, così Schedereit nel suo commiato, non è soltanto caratteristica importante del protestantesimo in generale, ma anche in particolare  della Chiesa Evangelica Luterana in Italia, una chiesa destinata a fare da ponte tra Italia e Germania, chiesa in Europa.

Nei quattro anni del suo mandato, Schedereit ha vissuto come opportunità il fatto di poter svolgere un ruolo decisivo nell’organizzazione del Sinodo 2017, in corrispondenza con il Cinquecentenario della Riforma. Una degli obiettivi raggiunti è stata l’istituzione di una comunicazione bilingue per corrispondere meglio non solo allo statuto della CELI, ma anche all’ anima bilingue e biculturale della CELI, tra le origini tedesche e la realtà italiana.

Infine, Schedereit ha espresso quattro auguri al suo successore Wolfgang Prader: una buona gestione del tempo, fermezza, neutralità e una sana cultura protestante del dibattito. Dai sinodali Schedereit si è congedato con un sincero apprezzamento: “Vorrei congratularmi con il nostro Sinodo, e non senza un certo orgoglio: per il vostro impegno, la vostra passione, per la preparazione e la competenza che ho sperimentato con voi negli ultimi quattro anni e mezzo. Anche per la vostra ben radicata cultura protestante del dibattito e la capacità di affrontare in modo aperto i conflitti”.

In quanto al tema del sinodo, „Scegliere = Wählen“,  il presidente uscente ha voluto far riflettere i sinodali, confrontandoli con una serie di opposti: „Tutta la vita è una scelta: Il diritto del più forte o l’amore per il prossimo; avidità o generosità; falsità o sincerità; etnocentrismo o etica mondiale, la scelta tra una via davvero sinodale o una via autoritaria…

E come ultimo e anche commosso saluto un sincero “grazie” a tutti i consinodali e, nei tempi di pandemia, un ”prendetevi cura di voi”.

 

nd