Parola del Giorno

23 agosto 2020 | Il Muro di Berlino

“Con il mio Dio salgo sulle mura.” Questo testo biblico (Salmo 18,29) era un verso per la Confermazione, molto popolare tra i giovani dell’ex DDR. Era qualcosa di provocatorio, vivace, ottimista e stimolante, perché metteva in chiaro che con Dio al mio fianco non devo fermarmi o capitolare davanti a nessun confine.

Lo scorso 13 agosto ci ha ricordato ancora una volta la costruzione del Muro di Berlino nel 1961, che non solo ha diviso una città e un Paese, ma ha fatto a pezzi innumerevoli famiglie e amici e ha portato innumerevoli sofferenze a molte persone nella loro brama di libertà. Coloro che sono morti tra il 13 agosto 1961 e il 9 novembre 1989 mentre fuggivano dalla RDT a seguito dell’applicazione dell’ordine di sparare da parte dei soldati delle truppe di frontiera della RDT, o a seguito di incidenti durante la fuga, sono chiamati “vittime del Muro” o “Mauertote”. Le cifre sul numero di persone che hanno trovato la morte nel vano tentativo di superare questo muro e di fuggire all’Ovest variano. Un progetto di ricerca statale parla di almeno 140 morti. Inoltre, si contano più di 250 persone che sono morte per lo stress e lo sforzo estremo di attraversare questa frontiera blindata, soprattutto a causa di attacchi cardiaci.

Oggi, numerose croci e targhe commemorative a Berlino ricordano questo confine disumano. Segni incastrati nell’asfalto mostrano ancora il percorso del Muro che ha diviso la città e l’Europa in due. La Porta di Brandeburgo è il simbolo della transizione tra Berlino Est e Ovest, l’Europa Orientale e Occidentale. Con la caduta del Muro il 9 novembre 1989, i tedeschi dell’Est hanno abbattuto questa frontiera con la loro rivoluzione pacifica. “Eravamo pronti a tutto…” dicevano i governanti di Berlino Est dell’epoca, “ma non alle candele e alle preghiere!”

Quindi le preghiere dovrebbero incoraggiarci e aiutarci anche in futuro ad abbattere tutti i tipi di muri (compresi quelli nella nostra testa) che separano le persone l’una dall’altra o che impediscono una vita dignitosa. Con Dio al mio fianco ho un sostegno. È lui a donarmi la fiducia in me stesso che serve per osare di più e fare anche passi difficili. Dio mi dà il coraggio e la forza di superare ogni limite. Se confidiamo in questo, rimarremo in dialogo con Dio.

Martin Krautwurst, pastore della Comunità Evangelica Luterana di Merano

trad. nd

foto: pixabay