Parola del Giorno

10.08.2020

Predica  9.8.20

Geremia 1, 4-10

Quali compiti ci aspettano?

E con tutto quello che deve essere comunque sempre fatto: dove ci chiama Dio?

Quanto spesso girate intorno a ciò che vedete come una sfida, prima di affrontarla?

Nel testo della predica di questa domenica il profeta Geremia lotta contro il salpare verso nuove rive.

Operare come profeta, è questo che deve fare.

E sa benissimo che non sarà una passeggiata! Perché i profeti non hanno mai avuto vita facile. Devono mettere davanti agli occhi dei potenti come in uno specchio delle verità scomode.

No, la sua vita se l’era immaginata diversamente!

“Ahimè, Signore, Dio, io non so parlare, perché non sono che un ragazzo!”

Dopo la lettura del testo facendo un giro nel museo del Chiostro di San Marco a Firenze scopro il quadro “L’Annunciazione”. Il monaco Giovanni da Fiesole, conosciuto con il nome di Fra Angelico, lo ha dipinto nel 1440.

Il soggetto è noto: l’angelo annuncia a Maria che rimarrà incinta e darà alla luce un bambino, il figlio di Dio.

Molti secoli dopo anche Maria deve essersi sentita come Geremia: ha uno sguardo sconcertato e disorientato, non ci può credere.

Perplessa nei confronti di questa decisione divina di ampia portata.

Come se volesse dire: “Non può farsene carico un’altra?!“

“Sono troppo giovane/ non lo so (ancora) fare!” – così argomentiamo quando non abbiamo ancora fatto qualcosa.

“Non ho tempo!” – così argomentiamo, quando tutto ci sembra troppo.

“Adesso no, magari più tardi!” – quando una sensazione spiacevole ci vuole trattenere nella nostra comfort zone.

Quante volte ho pensato: “Signore caro, hai scelto la persona sbagliata!“

Lavorando nel supporto umano nell’emergenza ho sentito spesso i famigliari colpiti porsi  la domanda: “Perché succede proprio a me?! Perché ora?!”

Quando Dio ci affida un incarico non capita sempre al momento opportuno.

Ma istintivamente sentiamo che si tratta veramente di qualcosa che ha a che fare con noi.

Qualcosa con cui potremmo dare il nostro contributo al mondo, alla società e alle sfide del nostro tempo.

E contemporaneamente è presente questa titubanza.

Nel testo della nostra predica Dio dà a Geremia un’indicazione e una consolazione:

L’indicazione: “Non dire: “Sono un ragazzo”, perché tu andrai da tutti quelli ai quali ti manderò”.

La consolazione: “Non avere paura perché io sono con te per salvarti!”

In tutte le scelte che dobbiamo fare, non siamo soli nel nostro cammino.

Dio è al nostro fianco. Questo testo non minimizza la sfida.

Ma ci dice: non sei solo!

Per rafforzare questo concetto Dio trasmette a Geremia la seguente immagine: “Geremia le cose stanno così: prima che io ti avessi formato nel grembo di tua madre, io ti ho conosciuto. Prima che tu uscissi dal suo grembo, io ti ho consacrato!”

Geremia può confidare nel fatto che non si tratti di un piccolo capriccio di Dio. Dio ha pianificato a lungo. Niente è casuale.

Dio piuttosto ha riconosciuto Geremia, vale a dire ha compreso che uomo, che persona sia questo Geremia. Nella sua totalità. Nella sua essenza.

Sa che questo Geremia e che questa Maria sono in grado di farlo.

Dio conosce questo Geremia.

Dio conosce questa Maria.

Conosce te e me,  quando ci ha fatto incamminare per poter operare nel mondo con i talenti che abbiamo.

Non si può rispettare di più qualcuno.

In questo possiamo confidare.

Dio si prende cura. Indipendentemente da dove veniamo mandati, indipendentemente da quale sarà il nostro prossimo compito, indipendentemente da quanto possa diventare scomodo: Dio si prende cura.

Ci accompagna una specie di equipaggiamento di base nel nostro cammino.

Io sono con te. Hai tutto ciò di cui hai bisogno.

E puoi chiedere una protezione, se diventa difficile!

Invocare e pregare Dio. Tentennare ed esitare. Lamentarti e gridare.

Cosa ci aspetta?  Durante e dopo quest’estate?

Forse non è ancora prevedibile.

Il testo della predica infonde coraggio, ci anima a metterci in cammino.

Confidando nel fatto che Dio sa dove ci manda.

Forse potreste cercare dove vedere delle rappresentazioni dell’Annunciazione nelle vostre vicinanze. Potrebbe servirvi da incoraggiamento!

 

Annette Herrmann-Winter, pastora della Comunità di Firenze