Uno zaino e attrezzato per la vita

Sei confermandi nella Comunità di CCPM Milano
Due anni di intensa  preparazione sotto la guida della pastora Nora Foeth e del pastore Johannes de Fallois, e negli ultimi mesi per giunta solo in forma digitale a causa della pandemia di Covid 19. Una lunga fase che per sei giovani membri della Comunità Cristiana Protestante di Milano, CCPM, si è conclusa la 5. domenica dopo Trinitatis con il culto solenne della Confermazione. Una data che resterà loro impressa.

Per la comunità CCPM è stata la prima “grande” occasione dopo l’isolamento. Il Covid è ancora una minaccia molto presente non solo a Milano ma in tutta la Lombardia, ma questo non ha sminuito la gioia dei confermandi e delle loro famiglie come anche dei membri della comunità riunitisi per l’occasione.

A causa della pandemia, il corso di preparazione alla confermazione ha dovuto fare a meno di molte importanti componenti pedagogiche-esperienziali e di dinamica di gruppo, come per esempio la gita collettiva, arrendendosi poi alla necessità di rinviare la data della cerimonia. Il culto in sé è stato poi caratterizzato da un clima di gioia, e questo nonostante  l’obbligo di portare una maschera protettiva, il tetto massimo di partecipanti e il divieto di cantare ancora in vigore. Una confermanda, che aveva frequentato le sue lezioni in Indonesia, è giunta da Bali con la sua famiglia appositamente per la cerimonia.

I due pastori Nora Foeth e Johannes de Fallois al momento della predica, condotta all’insegna della leggerezza, hanno tirato fuori uno zaino da trekking ben riempito, che man mano hanno svuotato davanti alla comunità riunita. Gli oggetti simbolici tirati fuori dai pastori per accompagnare il loro discorso, sono stati scelti dai genitori in quanto caratterizzanti dei loro figli.

Da tutti questi diversi oggetti è uscito una specie di vademecum, una raccolta di riflessioni adatte ad accompagnare le stazioni della futura vita dei confermandi, una sorta di kit di sicurezza per i momenti difficili. Per essere sempre ben equipaggiati, alla fine ognuno dei sei giovani ha ricevuto come ricordo un piccolo zainetto contenente il verso personale scelto da ognuno per la propria confermazione.

Il maestro Franz Silvestri all’organo Tamburini e la Band della Comunità, hanno accompagnato musicalmente il culto: tra Bach e blues, rock e rap, c’è stato qualcosa di accattivante per ogni classe di età presente in chiesa. Nel suo discorso di saluto, il presidente della comunità, Andreas Kipar, ha voluto parlare ai ragazzi della nuova missione della comunità cristiana protestante di Milano, sintetizzata nell’immagine della “Open House”.

 

nd