Luterani mondiali. Cessazione immediata delle ostilità in tutto il mondo

È quanto ha chiesto Martin Junge, segretario generale dei luterani mondiali, in una lettera al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il cessate il fuoco consentirebbe anche azioni efficaci contro la pandemia

Il Segretario generale della Federazione luterana mondiale (FLM), pastore Martin Junge, ha scritto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite esortandolo a rafforzare gli sforzi per un cessate il fuoco globale che consentirebbe una azione efficace contro la pandemia di covid-19 nei paesi più vulnerabili.

Nella lettera indirizzata ai cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza (Cina, Francia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti), Junge sottolinea che come organizzazione umanitaria che lavora in collaborazione con l’UNHCR, la FLM è “dolorosamente consapevole di come i conflitti armati in corso e le ostilità in diverse parti del mondo rappresentino un impedimento significativo per fermare la diffusione del virus”.

Il leader luterano afferma di essere stato incoraggiato dalla risoluzione del 1° luglio del Consiglio di sicurezza che chiedeva una “cessazione immediata delle ostilità in tutte le situazioni nella sua agenda” in modo da fornire aiuti umanitari ai paesi che stanno affrontando le conseguenze della pandemia di Coronavirus.

La lettera della FLM è parte di un crescente appello delle chiese e dei gruppi di fede per un cessate il fuoco globale, richiesto per la prima volta dal segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres il 23 marzo scorso. Sia papa Francesco che l’arcivescovo anglicano Justin Welby hanno lanciato negli ultimi giorni appelli simili per la fine immediata delle ostilità in modo da consentire l’aiuto umanitaria alle comunità vulnerabili.

Nella sua lettera, Junge ricorda che l’11 maggio, la FLM ha rilasciato una dichiarazione insieme al suo partner, Islamic Relief Worldwide, per sostenere l’appello di Guterres per un cessate il fuoco globale. “In quanto organizzazione religiosa, impegnata in attività volte alla salvaguardia della vita e al rafforzamento della comunità, siamo convinti che la guerra e la violenza non risolvano i conflitti, ma li esacerbino”.

Scrivendo a nome delle 148 chiese membro della FLM, che rappresentano oltre 75,5 milioni di cristiani in 99 paesi, Junge afferma che la Federazione luterana è “molto preoccupata per la continua diffusione della pandemia di COVID-19 e per l’impatto che ha sulle persone di tutto il mondo”. Il conflitto armato limita fortemente gli sforzi delle organizzazioni locali, nazionali e internazionali volti a proteggere rifugiati, sfollati, donne, bambini, anziani e altri gruppi vulnerabili dalla diffusione del virus.

La FLM, conclude Junge, “è pronta a dare il suo sostegno mentre continuiamo i nostri sforzi per proteggere e mostrare solidarietà ai membri delle comunità che sono più vulnerabili ai conflitti e alla pandemia di COVID-19

Roma (NEV/Riforma.it), 7 luglio 2020
Foto: Paul Jeffrey – ACT Alliance