Ogni due secondi una persona è costretta a fuggire

20 giugno 2020: Giornata internazionale del rifugiato – Kneel-in

Il 20 giugno è una ricorrenza che ci sta a cuore! In questo periodo, ricordiamo la Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo status dei rifugiati che è stata adottata da oltre cento Paesi. L’Italia ha ratificato la Convenzione sullo Status dei rifugiati nel 1954. Secondo tale Convenzione il rifugiato è colui «che temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra (Articolo 1A)».

L’ONU, il 4 dicembre del 2000, ha indetto la Giornata Internazionale del Rifugiato e ha scelto la data del 20 giugno per fare tutta una serie di attività con l’obiettivo di “mostrare ai leader mondiali che i cittadini sono dalla parte dei rifugiati e vogliono inviare un messaggio ai governi affinché collaborino per migliorare le loro condizioni”. Il 20 giugno, rendiamo onore a chi, a causa di guerre e persecuzioni, è costretto a fuggire dalla propria terra di origine. Desideriamo sensibilizzare sul tema dei rifugiati l’opinione pubblica e le istituzioni specie quest’anno perché la pandemia da Covid-19 e il conseguente lockdown, ha favorito l’isolamento di diversi rifugiati annientando, di fatto, la loro dignità di essere umani in quanto privi di quelle risorse economiche necessarie per soddisfare i bisogni primari (cibo, alloggio, medicinali, ecc.).

Attualmente oltre quattro quinti dei rifugiati è ospitato da Paesi in via di sviluppo. Nel mondo ogni due secondi una persona è costretta a spostarsi a causa di conflitti o persecuzioni. Nel 2019 si contano 70,8 milioni di persone che sono state obbligate a fuggire dalla propria casa. Quasi 25,9 milioni sono rifugiati, oltre la metà dei quali ha meno di diciotto anni. Se ci riferiamo solo all’Italia, dal primo gennaio 2018 al 10 giugno 2020, sono sbarcati circa 22.000 migranti e, nel 2019, lo status di rifugiato è stato concesso a circa 10.000 persone. La Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (F.C.E.I.), in occasione di questa giornata speciale, ha lanciato il “kneel-in” per sensibilizzare sul tema. Come fece Martin Luther King 55 anni fa “Ci inginocchieremo per dire che le vite dei neri contano, le vite dei migranti contano, le vite di tutti contano”.

La Chiesa Evangelica Luterana in Italia, notoriamente molto sensibile al tema dei migranti, dei rifugiati e dei più deboli, nel corso degli anni, grazie anche ai fondi dell’8xmille, ha sostenuto (e continua a farlo) diversi progetti umanitari perché ritiene che sia un dovere irrinunciabile prestare soccorso a qualsiasi essere umano che si trovi nel bisogno. Attualmente la CELI, a Roma, sostiene il cosiddetto progetto “dublinati” in collaborazione con la F.C.E.I. e le Comunità Luterane di Bolzano, Roma e Sicilia sono impegnate, sempre grazie a mezzi del fondo 8xmille, in progetti locali creati ad hoc con finalità diverse (assistenza, accoglienza, inclusione, formazione al lavoro), a sostegno di migranti fragili e vulnerabili. Siamo molto rattristati dal fatto che migliaia di persone disperate e sofferenti si scontrino contro la sordità di alcuni Paesi europei che, per motivi diversi, si limitano a dare un contributo esimendosi da un impegno concreto per favorire la risoluzione dei problemi legati ai flussi migratori.

La Chiesa Evangelica Luterana in Italia, come parte dei cristiani del mondo, abbraccia sia l’appello della F.C.E.I. sia l’appello della Conferenza delle chiese europee (CEC) sia della Commissione delle chiese per i migranti in Europa (CCME) e, quindi, invita a condividere il proprio dolore nella preghiera. Quest’anno, desideriamo ampliare la nostra vicinanza ai rifugiati e, quindi, oltre ad aderire al “kneel-in” di sabato 20 giugno, pensando alle tragedie di questi ultime settimane nel Mediterraneo, domenica 21 giugno, terremo dei servizi di commemorazione nelle nostre Comunità.

avv. Daniela Barbuscia (Responsabile Diaconia della Celi)

Foto: Pixabay