Parola del giorno

16 giugno 2020 | Dio non è una pagina bianca

Dio non è una pagina bianca, Dio ha una storia. Non è un qualcosa senza tempo, che aleggia su tutto in modo vago e indefinito, oggetto delle nostre fantasie, speculazioni e fantasie. Egli è il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe. È il Dio di Mosè, Miriam e Davide, è il Dio dei profeti. Egli è il Dio di Gesù. Egli è il Dio che conosce i nostri nomi. E il Dio che ci parla. Questa settimana con le parole del Vangelo di Luca:

“Chi ti ascolta mi ascolta, e chi ti disprezza mi disprezza”. (Luca, 10:16)

Dio ha legato il suo nome a noi. Vuole lasciare un segno in questo mondo assieme a noi. La sua storia è registrata e tramandata in innumerevoli racconti e storie. In tutti i colori e in tutte le sfaccettature.

Chi si mette concretamente con il Dio vivente non può non confrontarsi con tutte le storie che lo raccontano. E da tutte coglierà soprattutto questo: Dio non è morto, anzi, è vivo, vivissimo. È un Dio che ci parla, che ci chiama alla riflessione e ci esorta ad amare, che ci guarda con amore, che ci sostiene, ci rafforza e ci accompagna. Dio è vivo e attivo attraverso la sua parola. Possiamo sentirla e portarla nella nostra vita quotidiana. Attraverso di noi, Dio fa sentire la sua voce in questo mondo.

Questa Parola vivente vive sempre in mezzo a noi – e fa scintille. “Non posso – o almeno non solo – pensare in modo storico a Gesù”, scrive il poeta svizzero Kurt Marti nel suo saggio “Il mio Gesù”. “Parlo e discuto con lui come una persona concreta. Probabilmente è questo il mio modo di credere nella sua resurrezione senza che debba immaginarla diversamente e senza che debba dimostrarla a qualcuno.” 

Dio non è una pagina bianca. Ma Dio non è nemmeno un libro. Un libro posso spostarlo, lo metto su uno scaffale, lo tiro fuori quando mi serve, o posso anche mettermi con il libro alzato in mano davanti ad una chiesa nell’intento di raccogliere consensi, come abbiamo visto solo qualche giorno fa. Da un libro posso trarre delle citazioni, lo posso copiare e, al limite, anche censurarlo. E poi arriva il momento in cui tutto è finito, in cui il libro non serve più, non ha più nessun significato per me. Non è così con la Parola di Dio. “Vale sempre, anche oggi. Possiamo sfogliare le pagine, iniziare a leggere qua e là, venire catturati da un pensiero; possiamo passare sopra a certe cose senza interesse o addirittura in modo annoiato ma poi, improvvisamente c’è lui, Egli si pone davanti a noi, vivo come mai, ci chiama con il nostro nome, noi, figli d’uomo, ci chiama sorella e fratello, e ci dice: Venite, facciamo qualcosa insieme!” (Karl-Heinz Bieritz)

“Chi ti ascolta mi ascolta, e chi ti disprezza mi disprezza”.

Johannes Sparsbrod, pastore della Comunità Evangelica Luterana di Venezia

Trad. nd

Foto: nd