La parola del Giorno

  1. 29 maggio 2020 | Vedere rosso

 

Chi celebrerà la Pentecoste in chiesa si troverà con molto probabilità di fronte ad un altare decorato di rosso. “I colori sono atti fatti di luce”, diceva Johann Wolfgang von Goethe. I colori infatti sono delle forze che hanno un effetto reale.

La festa di Pentecoste deve il suo colore simbolico al fuoco, che secondo il racconto biblico si diffondeva tra i discepoli in forma di piccole lingue. Il fuoco può manifestarsi con gli esiti più diversi. Può scaldare chi è radunato attorno ad un falò, può divorare un bosco quando è un incendio, può illuminare come una candela o accecare come una fiammata. Il fuoco può creare atmosfera scoppiettando nel camino o distruggere come la guerra. Il fuoco, come il rosso, è ambivalente.

Il rosso, come il fuoco, è pericoloso. Ogni tentativo di domarlo e di ridurlo al solo aspetto piacevole è condannato al fallimento. La sua vitalità si manifesta sia nella passione che nell’aggressività. La cultura cristiana – grazie a Dio senza riuscirci – ha cercato di bandire entrambi gli impulsi! “Vedere rosso” è comunque sempre un segno di vitalità. La tranquilla gentilezza come atteggiamento costante è certamente un buon modo per superare la vita di tutti i giorni, ma sfinisce alla lunga, rischiando di scivolare nella noia più totale. Ci vuole una forza vitale per dare forma alla propria vita. E la stessa energia interiore serve anche per portare il Vangelo tra i popoli se si vuole avere una speranza di essere ascoltati!

Niente di ciò che attraversa il fuoco rimane com’era prima. Il fuoco purifica, fonde, cuoce – trasforma. Chi attraversa il fuoco dello Spirito Santo non rimane immutato. E noi? È questo che vogliamo? Essere cambiati? Bruciare di passione? Accenderci per qualcosa?

“Ecco, io farò delle mie parole come un fuoco sulla tua bocca. Questo popolo sarà la legna che esso divorerà”. Dice Dio a Geremia (5,14). “Erano terrorizzati” si legge due volte nella storia di Pentecoste. La Pentecoste infatti non è innocua. La Pentecoste ha delle conseguenze, per chi osa – anche per chi osa vedere rosso. E la conseguenza più bella della prima pentecoste fu proprio questa: tutti furono capaci di comprendere le parole dei discepoli infiammati dalla buona novella!

Una benedetta Pentecoste!

Elisabeth Kruse, pastora delle Comunità di Genova e Sanremo

 

trad. nd