Parola del Giorno

 26 maggio 2020 | Preghiera e pandemia
“Le preghiere non cambiano il mondo, ma le preghiere cambiano le persone che pregano e quelli cambiano il mondo.” (A. Schweitzer)

Il pensiero “in ogni crisi ci sono anche delle possibilità” lo sentiamo dire in questi tempi fino alla nausea. Certo, sarà vero: eventi così drastici come il coronavirus, che coinvolgono l’intera società, offrono anche l’opportunità di apportare miglioramenti; il lockdown è stato in fin dei conti anche una pausa stimolante per riflettere su se stessi, sulla propria vita  e sul proprio lavoro dalla distanza, da una situazione di stallo. Per alcune persone, questo è stato certamente anche un’occasione per osare di iniziare qualcosa di veramente nuovo e per lasciare andare ciò che non volevano più fare.

In questo periodo, però, mi chiedo soprattutto – e sono sicuro che anche molti di voi lo faranno – come affrontare questa situazione in termini di fede e di convinzioni religiose?

Lo studioso britannico del Nuovo Testamento, Thomas Wright ha pubblicato un piccolo libretto intitolato “Dio e la pandemia”; è in corso di traduzione in italiano da parte della casa editrice Claudiana e dovrebbe uscire in libreria in autunno.

Mi sembra interessante che qualcuno abbia il coraggio di collegare queste due cose, che probabilmente non hanno nulla a che fare l’una con l’altra – o forse sì?

Nell’introduzione Wright scrive che in tempi antichi, quando una catastrofe si abbatteva su una società, la gente si chiedeva: “quale Dio abbiamo fatto arrabbiare con il nostro comportamento, che ci ha mandato questa punizione?”.

Certo, oggi non ci poniamo queste domande, ma gran parte della gente nelle società occidentali non è più abituata a pensare al di là di se stessa in situazioni difficili o a chiedersi, cosa hanno a che fare eventi di questa portata dal punto di vista della fede e, soprattutto, come possiamo comportarci in essi?

Il pensiero introduttivo di Albert Schweitzer è un suggerimento che porta in questa direzione. Pregare, meditare, pensare, sperare, incoraggiare… non cambiano il mondo, ma cambiano le persone che lo fanno, e saranno quelle poi a cambiare il mondo.

Questo rimane una sfida e una promessa in questo momento difficile e per il futuro.

Georg Reider, pastore della Comunità Evangelica Luterana di Verona – Gardone