I primi culti delle comunità della CELI dopo la pandemia Covid-19

Incontrarsi in balia di sentimenti contrastanti
Gioia, responsabilità, stress da organizzazione, paura – ma soprattutto gioia. Culto o no, e se sì quando e come? Queste sono le emozioni e le domande che in questo momento frullano nelle teste delle pastore e dei pastori e dei consigli delle comunità della Chiesa Evangelica Luterana in Italia. Con l’abolizione delle restrizioni da quarantena, anche le chiese possono essere riaperte. Con riserva però. E sono proprio queste condizioni, oltre naturalmente alla preoccupazione per la salute dei membri delle comunità, che, nonostante tutta la gioia, suscitano anche qualche perplessità.

A seconda della comunità, le funzioni si terranno già il 24 maggio o, in alternativa, a Pentecoste. Due comunità, Merano e Roma, fedeli alla loro tradizione, hanno invitato i loro membri già giovedì 21, giorno dell’Ascensione. La programmazione dei culti è stata preceduta da telefonate con il decanato e, in alcuni casi, anche con le autorità locali. Bisogna misurare gli spazi per definire il numero delle persone che potranno essere ammesse. Con l’obbligo della distanza di 2 m, a seconda delle dimensioni, potranno partecipare al culto tra le 25 e le 55 persone. A meno che non si decida per un culto all’aperto, come ad esempio a Merano, Genova, Verona (il 24 maggio ), Napoli e Ispra-Varese (il 31 maggio)…

Molti membri delle comunità, non vedono l’ora di poter tornare nella loro chiesa. Altri invece sono piuttosto esitanti o preferiscono aspettare, anche a causa della loro età.

Le chiese devono essere disinfettate prima e dopo la funzione, eventuali cuscini vanno rimossi, i posti devono essere contrassegnati. All’ingresso vengono installati dei dispenser di disinfettanti e vengono disposte maschere e guanti. L’uso degli innari sarebbe proibito. Alcuni pastori hanno deciso di prestarli ai fedeli a condizione di riportarli ad ogni culto, stando attenti a non scambiarseli. Elisabeth Kruse, pastora di Genova e Sanremo, ha trovato alcuni libri di inni ancora confezionati, che i membri delle sue comunità riceveranno in dono. “Sono comunque dell’opinione che un luterano dovrebbe avere il suo innario in casa”, sottolinea la pastora.

La questione se fare o meno la comunione è un altro grattacapo. Alcuni per il momento hanno deciso di farne a meno. Altri hanno ordinato dei mini-calici individuali, o sarà invece il pastore a immergere l’ostia nel vino prima di distribuirla. Formine in carta per i muffin, tovaglioli o sottobicchieri di carta sono un’altra alternativa.

Intanto è proibito cantare, certo, il divieto di cantare è un sacrificio per i luterani. Saranno i pastori a cantare, eventualmente accompagnati da un cantore. Non proibito è invece canticchiare a bocca chiusa e così i primi culti post-covid avranno un suono nuovo.

La CELI da nord a sud:

Comunità di Bolzano, pastore Michael Jäger: Culto igienico versus culto online. Nonostante sia contento, il pastore Michael Jäger non riesce ancora ad entusiasmarsi. Il protocollo per il primo culto del 24 maggio è stato definito sin nei particolari, i posti nella chiesa sono segnati, il disinfettante e le maschere sono al loro posto. Ma per il futuro a Jäger piace più l’idea di culti celebrati su un prato di montagna, all’aria aperta. Più spontanei, meno complicati da organizzare e più sicuri.

Comunità di Merano, pastore Martin Krautwurst: Il primo culto l’ha già festeggiato presso la casa di riposo Betania. Il secondo anche, il giorno dell’Ascensione e il terzo sarà il 24 maggio nel giardino della chiesa. Il pastore Martin Krautwurst ha redatto e appeso fuori dalla chiesa le “10 regole d’oro” per l’igiene e la sicurezza. Ha optato per una comunione tradizionale, dove le persone vengono all’altare dove lui le aspetta dietro a uno schermo di plexiglas. “Questi sono tempi nuovi e sfide nuove a cui dobbiamo prepararci”. In ogni caso, che gioia!

Comunità di Verona, pastore Georg Reider: Sono già arrivate le formine di carta per muffin e i bicchierini per la Cena del Signore, che verrà preparata sulla balaustra che separa l’altare dai banchi dei fedeli. Il pastore Georg Reider trova questa forma più dignitosa che distribuire le ostie con i quanti di lattice. I membri della comunità sono pregati di prenotarsi. Il primo culto si terrà il 24 maggio. L’attesa per il pastore è stata lunga. È convinto che la prima volta sarà particolarmente bella. “Me l’immagino come mangiare la prima volta dopo un lungo digiuno.”

Comunità di Venezia, pastore Johannes Sparsbrod: Il primo culto a Venezia sarà a Pentecoste. Ad Abano mancano i turisti delle terme e inoltre, sarebbe difficile per Sprasbrod assumersi la responsabilità per l’igiene visto che la comunità lì è ospite di una chiesa. A Venezia Sparsbrod segnerà i posti sui banchi con un angelo custode. Ha anche ordinato bicchieri e sottobicchieri di carta per la comunione.  Sarà solo lui a cantare durante il culto, ma tutti sono invitati a canticchiare a bocca chiusa. L’unico aspetto amaro della prima domenica con culto: ha dovuto annullare la cerimonia dell’unico confermando prevista per Pentecoste. Spera di poter recuperarla prima della fine di giugno.

Comunità di Trieste, pastore Aleksander Erniša: “Ritrovarsi di nuovo sarà molto bello, ma allo stesso tempo temo che sarà triste rendersi conto che niente sarà più come prima.  L’esperienza covid ha segnato il pastore Aleksander Erniša, si sente sospeso tra gioia e tristezza. I preparativi per il culto del 24 maggio sono stati tutti fatti, i membri della comunità sono chiamati ad essere disciplinati e a seguire alla lettera le linee guida. Erniša: “Non vorrei che tutti ci aspettassimo troppo per poi rimanere delusi. Il covid ha cambiato tutto… compresa la fede e la vita di fede”.

Comunità di Milano, la pastora Nora Foeth e il pastore Johannes de Fallois: Il consiglio della comunità, che comprende anche medici, ha emanato un protocollo speciale per garantire il massimo della sicurezza. Solo il cantore e il pastore canteranno a turno. La comunità si asterrà dal fare la comunione fino a settembre. Il primo servizio avrà luogo il 24 maggio. In teoria nella chiesa ci sarebbe spazio per circa 40 persone. Ma, secondo Nora Foeth, molti non verranno per paura.  Nel capoluogo lombardo, che non si è ancora liberato dalla morsa del coronavirus, l’umore di fondo è quello dell’incertezza.

Comunità di Ispra Varese, la coppia di pastori Magdalena Tiebel-Gerdes e Carsten Gerdes: “La decisione a favore o contro la ripresa del culto non è stata facile, né per noi né per il consiglio della comunità, ribadiscono i Gerdes. Soprattutto perché la presidente Sandra Tritz, come medico, è particolarmente attenta ai rischi. A poca distanza dalla chiesa un centro disabili e una casa di riposo per anziani sono state colpiti duramente dal coronavirus. Un’esperienza che lascia tracce profonde. Proprio come le immagini scioccanti del marzo scorso con le colonne di mezzi militari carichi di bare, e proprio in città lombarde non molto lontane da qui. Molti membri della Chiesa hanno infatti paura. Alla fine, però, si è deciso di riunirsi per il primo culto a Pentecoste. Nel giardino davanti alla chiesa e senza fare la comunione, ma nella gioia della comunità per il luogo di fede riconquistato.

Comunità di Torino, Pastore Heiner Bludau (decano): La prima funzione a Torino, a Pentecoste alle ore 11, sarà un nuovo inizio sotto ogni aspetto. La comunità cambia chiesa e di conseguenza per la prima volta potrà celebrare il culto in mattinata. Il pastore Heiner Bludau predisporrà le ostie su un grande vassoio, dopo averle immerse nel vino singolarmente, in modo che ognuno possa servirsi da solo e poi, tornando ai banchi, consumarla insieme agli altri. La sua gioia è così grande che è già tutto preso dalla preparazione della predica, anche se manca ancora più di una settimana.

Comunità Genova – Sanremo, pastora Elisabeth Kruse: La comunità di Genova si riunirà per la prima volta nel giardino della chiesa il 24 maggio, accompagnata dalla musica d’organo della chiesa. Anche a Genova la gioia è comunque un po’ sotto tono. Elisabeth Kruse: “Speriamo che la benedizione sia più grande del rischio. Non vedo l’ora di incontrare tutti, ma il pensiero di non poter abbracciare nessuno e di controllare costantemente la distanza giusta, mi pesa. Il coronavirus comunque ha rivelato il vero valore e la coesione della nostra comunità, sia umanamente che spiritualmente”.

Comunità di Firenze (Emilia-Romagna, Toscana, Marche), pastora Annette Hermann-Winter: I primi due culti sono previsti il 6 giugno a Pisa e il 7 giugno a Firenze. La pastora Annette Hermann-Winter è stata bloccata dal coronavirus in Germania. Il 21 maggio ha finalmente potuto mettersi in viaggio verso il capoluogo toscano per prendere finalmente servizio reale e non solo virtuale nella sua nuova comunità. Al momento è soprattutto felice di essere arrivata. Si occuperà della preparazione del culto nelle prossime due settimane che la vedranno bloccata in casa dalla quarantena.

Comunità di Roma, Pastore Michael Jonas: A Roma, tradizionalmente, il giorno dell’Ascensione si tiene un culto serale, e quest’anno non farà eccezione (vedi foto). Michael Jonas vede unIMG-20200522-WA0010 significato speciale in questa data: “L’Ascensione è l’ultima occasione per celebrare la Pasqua e per il nostro culto di ripartenza mi sembra un bel segnale. Sono state fatte migliaia di telefonate, e ci sono due medici e un epidemiologo nel consiglio della chiesa. La lista delle iscrizioni è già piena e continuano ad arrivare richieste: “Possiamo venire anche noi? In chiesa c’è posto per 50 persone. Quattro consiglieri sono addetti alla sicurezza. Il Pastore Jonas: “Abbiamo preso in considerazione tutti i diversi aspetti organizzativi legati alla sicurezza e abbiamo comunicato tempestivamente tutte le misure necessarie ai membri della comunità. Adesso vogliamo vivere pienamente la gioia di questo primo culto.” Il secondo sarà già domenica 24 maggio.

Comunità di Napoli, pastora Kirsten Thiele (vicedecana): A Napoli non si pone il problema del rientro in chiesa, fino all’autunno infatti i culti si svolgeranno all’aperto. Il primo culto a Pentecoste sarà comunque poco spettacolare, dice Kirsten Thiele. “Non più di mezzora, niente comunione. Dobbiamo ancora decidere come regolarci con il canto, dobbiamo valutare. Comunque niente organo.“ Molti fedeli hanno già comunicato che non intendono partecipare. Il motivo è la paura del rischio di contagiarsi durante il viaggio con i mezzi pubblici, per esempio da Ischia o Capri. In ogni caso, abbiamo spazio per una trentina di persone. “Comunque, non vedo l’ora di stare nuovamente tutti insieme e sono anche curiosa. Sarà sicuramente diverso.”

Comunità Torre Annunziata, pastore Helmut Schwalbe: Il 24 maggio si terrà il prima culto e il pastore Helmut Schwalbe è molto felice di poter rivedere finalmente la sua comunità dopo la lunga pausa del lockdown e prima che per l’estate ci si saluterà di nuovo. La comunione per lui non sarà un particolare complicato da organizzare essendo la comunità abituata ai mini-calici individuali. Per quanto riguarda l’ostia ha deciso invece di distribuirla lui stesso e di farla cadere nella mano aperta. L’unico aspetto veramente straniante saranno la maschera e i guanti di lattice. E, naturalmente, lo stress di non sbagliare nulla. I trenta posti disponibili saranno certamente occupati. “È passato molto tempo da quando non ci siamo più visti! Troppo tempo”.

Comunità Sicilia, pastora Sabine Kluger: In Sicilia, il culto si svolge ogni domenica in un luogo diverso. Dopo covid il programma dei culti dev’essere riformulato. “Probabilmente il mio primo culto sarà il 7 giugno, insieme alla congregazione anglicana a Taormina. “La maggior parte dei miei parrocchiani al momento è ancora terrorizzata”. Sabine Kluger invece attende con ansia il ritorno di un po’ di normalità dentro la sua vita. Allo stesso tempo è però consapevole di quanto delicato sarà quel momento. “Sarà difficile non avvicinarsi troppo; dobbiamo attivare nella testa una specie di campanello d’allarme che ci impedisca di avvicinarci troppo l’un l’altro.” Essere una pastora per lei significa soprattutto essere aperti all’incontro. “E fa male rendersi conto di quanto le persone siano ancora così piene di paura”.

nd