Parole dalla quarantena

15 maggio 2020 | Cosa rimarrà quando le cose cambieranno?

È interessante. Osservo che i grandi media (televisioni nazionali, radio e giornali) parlano spesso degli enormi danni causati dal coronavirus: ovviamente è una catastrofe. Quando si parla con le persone coinvolte, anche nelle nostre comunità, si ha la sensazione di come si sentono le persone che hanno perso qualcuno, senza potergli dire addio; come si sente un imprenditore privato che non sa se può rischiare di ripartire con l’attività, vista la perdita di reddito e di contatti.

Dobbiamo prendere molto seriamente le tragedie di queste persone, dobbiamo accompagnarle e alleviarle dove possiamo.

Ma i cosiddetti grandi media raramente parlano del fatto che a Wuhan, dopo tanti anni di rumore e frenesia, si sente di nuovo il canto degli uccelli e che il cielo non è più pieno di fumi industriali, ma chiaro, blu o grigio. In Italia, le persone cantano da una parte all’ altra delle piazze vuote e lasciano aperte le finestre in modo che, chi è solo, possa sentire le famiglie che lo circondano e non si senta tagliato fuori.

In molti luoghi del mondo, chiese, sinagoghe, moschee e templi sono pronti ad accogliere i senzatetto e i bisognosi.

Vediamo in tutto il mondo che le persone stanno diventando più lente e più attente. E vediamo che i vicini che prima vivevano porta a porta sono improvvisamente preoccupati l’uno per l’altro.

In molti luoghi le persone stanno diventando consapevoli di quanto siamo piccoli e deboli, di quanto poco possiamo garantire e controllare la nostra vita.

È possibile, che la paura che prima ha generato odio stia diminuendo?

È possibile, che l’isolamento che ha portato alla solitudine si stia attenuando?

Oltre alla malattia e alla morte, questo tempo ha portato anche nuove forme di attenzione verso gli altri e forme creative di cura e di amore.

Vorrei pregare e sperare che il bene che si è creato in questo tempo e i nuovi comportamenti che abbiamo imparato, siano preservati e che la qualità della convivenza tra persone, nazioni e religioni attuati in questo periodo, continuino.

Georg Reider, pastore Verona – Gardone

Foto: Pixabay