Celebrazione liturgica nell’Ora della Morte di Gesù

Venerdì Santo, 10 aprile 2020, h. 15
(con elementi delle tradizioni evangelica, cattolica e ortodossa)
Introduzione

Affinché possiate cominciare la celebrazione alle h. 15, è necessario prendersi un po’ di tempo per prepararsi esteriormente e interiormente. Ciò che vi occorre è un luogo tranquillo della casa, con sedute per tutti i partecipanti. Rinunciate a ogni tipo di ornamento: niente tovaglie, candele, fiori; neanche la Bibbia. Niente rintocchi di campane (per quelli che ne dispongono).

Le 5 letture previste possono essere distribuite tra un massimo di 5 partecipanti, mentre una sesta persona può recitare i versi che le intercalano. Chi è da solo a celebrare può leggere tutto da sé. Ogni persona che legge dovrebbe poter disporre di un monitor di computer con il testo ben leggibile o averlo in mano stampato.

Nella presente celebrazione, meditiamo sulla sofferenza e la morte di Gesù, con preghiere, canti e letture bibliche, molta calma e molto silenzio. L’avvicendarsi di testi poetici, letture e preghiere conferisce alla celebrazione carattere di meditazione circolare.

L’elemento strutturale fondamentale è costituito dalle sequenze di lettura, silenzio e testo di riflessione. Il silenzio dopo la lettura viene mantenuto apposta a lungo e, magari, è sottolineato da musica tranquilla (per es. tratta dalla Passione secondo Matteo di J.S. Bach, come proposto). La lettura dell’Ora della Morte di Gesù viene messa in rilievo dal fatto che il silenzio che ne segue non è accompagnato dalla  musica. Salmo, inni e letture, come pure i loro titoli, non vengono annunciati e neanche i passi della Bibbia [in parentesi quadre].

In questo culto funebre, meditiamo anche sul dolore e la sofferenza umani, di tutti gli esseri umani, che, in questi giorni, riguardano, in modo speciale, coloro che sono colpiti dal coronavirus, parte dei quali lotta per la vita o è morta. Pensiamo a tutti coloro che sono in pena per loro e che sono in lutto per loro; pensiamo a tutti coloro che hanno cura di loro e a tutti quelli che hanno paura, in questa crisi.

Al termine, se possibile restiamo ancora qualche minuto in silenzio, gli uni accanto agli altri, oppure ce ne andiamo senza dire nulla.

Celebrazione liturgica

Invocazione

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

In quest’ora, meditiamo sulla sofferenza e sulla morte di Cristo in croce. Al cospetto della morte, patita da nostro Signore, ci facciamo silenziosi.

Ascolteremo i testi biblici e, invece di un commento interpretativo, dopo ogni lettura del Vangelo rimarremo in silenzio, leggeremo un testo liturgico e canteremo.

Inno innario 37 : State qui, vegliate con me

(può essere cantato tre volte o più a lungo)

Portiamo le nostre menti, pure, davanti a Cristo e, come suoi amici e amiche, offrirgli le nostre anime per amor suo. Non facciamoci soffocare dalle preoccupazioni della vita, come Giuda, ma, nel nostro intimo, invochiamo:

redimici dal male, Padre! Amen.

Salmo d’introito

Preghiamo insieme con le parole del salmo, che furono gridate da Gesù sulla croce.

Salmo 22 (insieme)

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
     Te ne stai lontano, senza soccorrermi, senza dare ascolto alle parole del mio gemito!
Dio mio, io grido di giorno, ma tu non rispondi,
     e anche di notte, senza interruzione.
Eppure tu sei il Santo,
     siedi circondato dalle lodi d’Israele.
I nostri padri confidarono in te;
     confidarono e tu li liberasti.
Gridarono a te, e furon salvati;
     confidarono in te, e non furono delusi.
Non allontanarti da me, perché l’angoscia è vicina,
     e non c’è alcuno che m’aiuti.
Ma tu, SIGNORE, non allontanarti,
     tu che sei la mia forza, affrèttati a soccorrermi.
Amen.

Kyrie

Dio eterno, per mezzo della Passione di Tuo Figlio, hai annientato la morte che, cominciando dal primo essere umano, è stata trasmessa a tutte le generazioni. Secondo la legge di Natura, rechiamo in noi l’immagine del primo Adamo; aiutaci, per mezzo della Tua grazia, ad imprimere in noi l’immagine del nuovo Adamo e a divenire simili a Cristo, che con Te vive e regna per i secoli dei secoli. Invochiamo la Tua misericordia:

Inno 6: Kyrie eleison!
Prima Lettura  – Arresto di Gesù e Gesù davanti a Caiafa e al sinedrio – Matteo 26,47-68

Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei dodici, e insieme a lui una gran folla con spade e bastoni, da parte dei capi dei sacerdoti e degli anziani del popolo. Colui che lo tradiva, aveva dato loro un segnale, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; prendetelo». E in quell’istante, avvicinatosi a Gesù, gli disse: «Ti saluto, Rabbì!» e lo baciò. Ma Gesù gli disse: «Amico, che cosa sei venuto a fare?» Allora, avvicinatisi, gli misero le mani addosso e lo presero.
Ed ecco, uno di quelli che erano con lui, stesa la mano, prese la spada, la sfoderò e, colpito il servo del sommo sacerdote, gli recise l’orecchio. Allora Gesù gli disse: «Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, periranno di spada. Credi forse che io non potrei pregare il Padre mio che mi manderebbe in questo istante più di dodici legioni d’angeli? Come dunque si adempirebbero le Scritture, secondo le quali bisogna che così avvenga?»
In quel momento Gesù disse alla folla: «Voi siete usciti con spade e bastoni, come contro un brigante, per prendermi. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare e voi non mi avete preso; ma tutto questo è avvenuto affinché si adempissero le Scritture dei profeti».
Allora tutti i discepoli l’abbandonarono e fuggirono.

Quelli che avevano preso Gesù, lo condussero da Caiafa, sommo sacerdote, presso il quale erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro lo seguiva da lontano, finché giunsero al cortile del sommo sacerdote; ed entrò, mettendosi a sedere con le guardie, per vedere come la vicenda sarebbe finita.
I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù per farlo morire; e non ne trovavano, benché si fossero fatti avanti molti falsi testimoni. Finalmente, se ne fecero avanti due che dissero: «Costui ha detto: “Io posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni”». E il sommo sacerdote, alzatosi in piedi, gli disse: «Non rispondi nulla? Non senti quello che testimoniano costoro contro di te?» Ma Gesù taceva. E il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro per il Dio vivente di dirci se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio». Gesù gli rispose: «Tu l’hai detto; anzi vi dico che da ora in poi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza, e venire sulle nuvole del cielo». Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti, dicendo: «Egli ha bestemmiato; che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la sua bestemmia; che ve ne pare?» Ed essi risposero: «È reo di morte». Allora gli sputarono in viso e gli diedero dei pugni e altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «O Cristo profeta, indovina! Chi ti ha percosso?»

Raccoglimento

Aria: “So ist mein Jesus nun gefangen“ (per esempio https://www.youtube.com/watch?v=sagtomvCjfE – ca. 3 min.)
Riflessione:

Oggi, Giuda veglia per tradire il Signore, il Salvatore del mondo, che fu già prima del tempo; che saziò la folla con cinque pani. Oggi, il senzalegge rinnega il Maestro. Benché fosse un discepolo, tradì il Maestro. Per denaro, vendette colui che saziò la gente con la manna.

Inno 135,1 : Dolce Signor
2.nda Lettura  – Gesù consegnato nelle mani di Pilato – Marco 15,1-19

La mattina presto, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, tenuto consiglio, legarono Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato.
Pilato gli domandò: «Sei tu il re dei Giudei?» Gesù gli rispose: «Tu lo dici». I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose; e Pilato di nuovo lo interrogò dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!» Ma Gesù non rispose più nulla; e Pilato se ne meravigliava. Ogni festa di Pasqua Pilato liberava loro un carcerato, quello che la folla domandava. Vi era allora in prigione un tale, chiamato Barabba, insieme ad alcuni ribelli, i quali avevano commesso un omicidio durante una rivolta. La folla, dopo essere salita da Pilato, cominciò a chiedergli che facesse come sempre aveva loro fatto. E Pilato rispose loro: «Volete che io vi liberi il re dei Giudei?» Perché sapeva che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla a chiedere che piuttosto liberasse loro Barabba. Pilato si rivolse di nuovo a loro, dicendo: «Che farò dunque di colui che voi chiamate il re dei Giudei?» Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!» Pilato disse loro: «Ma che male ha fatto?» Ma essi gridarono più forte che mai: «Crocifiggilo!» Pilato, volendo soddisfare la folla, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato, perché fosse crocifisso.
Allora i soldati lo condussero nel cortile interno, cioè dentro il pretorio, e radunarono tutta la coorte. Lo vestirono di porpora e, dopo aver intrecciata una corona di spine, gliela misero sul capo, e cominciarono a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!» E gli percotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, mettendosi in ginocchio, si prostravano davanti a lui.

Raccoglimento.

Aria: “Können Tränen meiner Wangen“ (per esempio https://www.youtube.com/watch?v=9Vf8MWp5Xg8 – ca. 7 min.)

Riflessione:

L’assemblea umana pretese da Pilato che Tu, o Signore, fosti crocifisso. Benché non trovassero alcuna colpa in Te, liberarono Barabba, colpevole, e condannarono Te, il Giusto, commettendo il peccato di odioso assassinio. Ma Tu dici: perdona loro, perché non sanno quello che fanno.

Inno 135,2 Dolce Signore
Terza Lettura –  La crocifissione di Gesù – Giovanni 19,17-30

Presero dunque Gesù; ed egli, portando la sua croce, giunse al luogo detto del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota, dove lo crocifissero, assieme ad altri due, uno di qua, l’altro di là, e Gesù nel mezzo.
Pilato fece pure un’iscrizione e la pose sulla croce. V’era scritto: GESÙ IL NAZARENO, IL RE DEI GIUDEI. Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; e l’iscrizione era in ebraico, in latino e in greco. Perciò i capi dei sacerdoti dei Giudei dicevano a Pilato: «Non lasciare scritto: “Il re dei Giudei”; ma che egli ha detto: “Io sono il re dei Giudei”». Pilato rispose: «Quello che ho scritto, ho scritto».
I soldati dunque, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato. Presero anche la tunica, che era senza cuciture, tessuta per intero dall’alto in basso. Dissero dunque tra di loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocchi»; affinché si adempisse la Scrittura che dice:
«Hanno spartito fra loro le mie vesti,
e hanno tirato a sorte la mia tunica».
Questo fecero dunque i soldati.
Presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleopa, e Maria Maddalena. Gesù dunque, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: «Donna, ecco tuo figlio!» Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!» E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era già compiuta, affinché si adempisse la Scrittura, disse: «Ho sete». C’era lì un vaso pieno d’aceto; posta dunque una spugna, imbevuta d’aceto, in cima a un ramo d’issopo, l’accostarono alla sua bocca. Quando Gesù ebbe preso l’aceto, disse: «È compiuto!» E, chinato il capo, rese lo spirito.

Raccoglimento. Senza musica.

Riflessione:

Oggi è inchiodato in croce colui che ha immerso la Terra nelle acque. Una corona di spine circonda di piaghe il capo del Re degli Angeli. Per scherno, è avvolto nella porpora colui che avvolge il cielo con le sue nuvole. Fu battuto colui che liberò l’essere umano. Chiodi trafissero lo Sposo della Chiesa. Noi lodiamo la Tua Passione, o Cristo: mostraci anche la Tua gloriosa Resurrezione. Amen.

Inno 135,3-6:  Dolce Signore
Credo apostolico

Io credo in Dio,
Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra.

E in Gesù Cristo,
Suo Figlio unigenito, nostro Signore,
il quale fu concepito di Spirito Santo
nacque da Maria vergine,
patì sotto Ponzio Pilato,

fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi;

il terzo giorno risuscitò dai morti;
salì al cielo,

siede alla destra di Dio,

Padre onnipotente.
Di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

Io credo nello Spirito Santo,
la santa Chiesa cristiana,
la comunione dei santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione dei morti
e la vita eterna.

Amen.

Quarta lettura – Il seppellimento di Gesù – Luca 23,50-56

C’era un uomo, di nome Giuseppe, che era membro del Consiglio, uomo giusto e buono, il quale non aveva acconsentito alla deliberazione e all’operato degli altri. Egli era di Arimatea, città della Giudea, e aspettava il regno di Dio. 52 Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. E, trattolo giù dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo mise in una tomba scavata nella roccia, dove nessuno era ancora stato deposto. Era il giorno della Preparazione, e stava per cominciare il sabato.
Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea, seguito Giuseppe, guardarono la tomba, e come vi era stato deposto il corpo di Gesù. Poi, tornarono indietro e prepararono aromi e profumi. Durante il sabato si riposarono, secondo il comandamento.

Raccoglimento.

Coro: „Wir setzen uns in Tränen nieder.“ (per esempio https://www.youtube.com/watch?v=39xzdBCA4c0 – ca. 6 min)
Riflessione:

Cantiamo un santo lamento su Cristo morto, come fecero allora le donne, che recavano con sé spezie, affinché anche noi possiamo, insieme con loro, sentire questa parola: “Rallegratevi”!

E se Tu, o Gesù, fosti rinchiuso in una piccola tomba, pure le Tue creature di riconoscono vero Re del cielo e della terra.

Inno 133,1-4: Ti ringraziam, Signor Gesù
Lettura dall’Antico Testamento (Isaia 53,3-7)

Nell’Antico Testamento si parla del Servo Sofferente di Dio. Da sempre, la Chiesa ha messo quest’inno, che si trova nel libro di Isaia, in relazione con la morte di nostro Signore Gesù Cristo:

Disprezzato e abbandonato dagli uomini,
uomo di dolore, familiare con la sofferenza,
pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia,
era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna.
Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava,
erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato;
ma noi lo ritenevamo colpito,
percosso da Dio e umiliato!
Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni,
stroncato a causa delle nostre iniquità;
il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui
e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo smarriti come pecore,
ognuno di noi seguiva la propria via;
ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la bocca.
Come l’agnello condotto al mattatoio,
come la pecora muta davanti a chi la tosa,
egli non aprì la bocca.

Raccoglimento.

Preghiera della chiesa con Padre Nostro

In pace, preghiamo Dio nostro Signore:
Signore, pietà.
Per la pace di Dio e la salvezza delle nostre anime, preghiamo:
Signore, pietà.
Per la pace nel mondo intero, per la stabilità della santa Chiesa di Dio e per l’unità di tutti, preghiamo il Signore:
Signore, pietà.
Per questa Chiesa e per tutti coloro che sono in essa, preghiamo il Signore:
Signore, pietà.
Per la nostra città e per ogni luogo; per il nostro Paese e per ogni Paese, preghiamo il Signore:
Signore, pietà.
Per avere aria pura, per ottenere raccolto ricco dei frutti della terra e per vivere tempi di pace, preghiamo il Signore:
Signore, pietà.
Per coloro che sono in viaggi, per i malati e i sofferenti, per i prigionieri e per la loro salvezza, preghiamo il Signore:
Signore, pietà.
Per tutti coloro che, oggi, soffrono innocenti, come soffrì allora nostro Signore, preghiamo il Signore:
Signore, pietà.
Per questi santi giorni di passaggio dal Venerdì Santo alla luminosa festa di Pasqua, affinché anche noi li attraversiamo, diretti dal lutto e dalla tristezza al giubilo felice della Pasqua, preghiamo il Signore:
Signore, pietà.

Invochiamo nostro Signore, come il Crocifisso ci ha insegnato a fare:

Padre Nostro

Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà
come in cielo anche in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurci in tentazione
ma liberaci dal Male.
Tuo è il regno, la potenza e la gloria nei secoli dei secoli.

Amen.

Inno 141,6 : O Volto insanguinato
Nell’ora di partire, / non ti partir da me; / nell’ora di morire, / da’ Tu sostegno ver; / e nel maggior terrore / che_il cuore stringerà, / me libera, Signore, / mercè il tuo penar.
Benedizione

Il Signore sia con voi!
Il Signore ti benedica e ti protegga.
Il Signore faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio.
Il Signore rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace.

Amen.

Pastora Sabine Kluger, Sicilia (Liturgia secondo Dr. Holger Kaffka)