Cercare l’unione non solo di fronte alla pandemia

Il decano Bludau chiama i luterani ad unirsi alla preghiera globale con il Papa il 25 marzo alle ore 12

“Rimaniamo uniti nel chiedere di essere liberati da questa devastante tragedia. Facciamo sentire la nostra vicinanza alle persone più sole e più provate.” Ai medici; vicinanza agli operatori sanitari, agli infermieri, alle infermiere, ai volontari; vicinanza alle autorità, che devono prendere misure dure per il nostro bene. Vicinanza ai poliziotti, ai soldati che per le strade cerano di mantenere sempre l’ordine, perché si compiano le cose che il Governo chiede di fare per il bene di tutti noi. E vicinanza a tutti i poveri, i migranti e gli oppressi.

 

Anche alla Chiesa Evangelica Luterana in Italia è arrivato l’appello del Papa per la preghiera comune. “Il bisogno c’insegna a pregare, dice un proverbio tedesco”, risponde il decano Heiner Bludau, invitando i membri della CELI ad unirsi al coro, e aggiunge, “il bisogno c’insegna anche a superare le barriere che ci separano.” “Il padre nostro – così Bludau – è la preghiera ecumenica per eccellenza. Possiamo trovare una base per agire insieme come cristiani soltanto se insieme ci rivolgiamo a Dio, se ci allineiamo a lui.”

 

Bludau richiama tutti a cercare l’unione non solo difronte a questa pandemia che ci tocca da vicino ma anche a non dimenticare gli altri problemi del mondo: le guerre, i rifugiati, la povertà, il cambiamento climatico e la responsabilità per il creato e per il futuro delle nuove generazioni. “Se, in questo momento, la lotta contro il virus ci unisce, dovremmo cogliere l’occasione per continuare questa comunione anche in vista di altri problemi, a lungo andare anche più gravi.”

 

nd