Giornata mondiale di preghiera 2020

La Giornata mondiale di preghiera 2020 sarà celebrata in oltre 170 paesi il 6 marzo.

L’iniziativa ecumenica nasce attorno alla fine del 1800 negli Stati Uniti grazie all’impegno di una serie di organizzazioni religiose femminili evangeliche, presbiteriane e battiste in particolare. Primo nome della giornata, curata ancora oggi per l’appunto dalle donne, è stato proprio “Giornata mondiale di preghiera delle donne”: il termine donne è stato infine eliminato per sottolineare come la mobilitazione dovrebbe coinvolgere l’intera umanità.

Quest’anno i materiali liturgici saranno preparati dalle chiese dello Zimbabwe, un paese dell’Africa meridionale, abitato da vari gruppi etnici come Shona, Ndebele e molti altri, ricco di meraviglie naturali come le cascate Victoria incorniciate da paesaggi montuosi, le rovine di case di pietra culturalmente e storicamente significativo, così come i famosi dipinti rupestri. E nazione dove l’Ucebi, l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia, ha da anni vari progetti di cooperazione attivi.

La liturgia che le donne dello Zimbabwe hanno preparato si basa sull’incontro di Gesù (Giovanni 5, 2-9) con un infermo che, sebbene prossimo al luogo in cui si effettuavano guarigioni miracolese, non aveva possibilità di accedervi. «Vuoi guarire?» gli chiede Gesù. Le organizzatrici hanno sottolineato come le persone spesso si trovano ad affrontare domande che possono cambiare la loro vita. «Alzati e vai!», ordina Gesù. In tal senso, le donne dello Zimbabwe hanno preso l’incontro di Gesù come un appello per porre fine alla mancanza di speranza e un incitamento a lavorare per il cambiamento.

L’immagine di copertina è stata creata dall’artista Nonhlanhla Mathe, che ha esposto fra gli altri spazi anche nella National Gallery dello Zimbabwe e ha ricevuto il premio “Exhibition of Merit Awards in Heritage” come migliore artista visuale femminile. L’immagine mostra il cambiamento all’interno della società dello Zimbabwe. Dal passato oscuro nell’angolo in alto a destra alla speranza e alla prosperità materiale (simboleggiata dall’agricoltura e dalla vegetazione) qui e ora nel resto dell’immagine. Il testo di Giovanni 5, 2 – 9 ispira l’idea di fondo dell’immagine: amore, guarigione, riconciliazione e la libertà di condurre una vita autodeterminata per le donne, rappresentata con una vivace vitalità. L’autodeterminazione e il sostegno reciproco tra le donne sono un elemento centrale nel lavoro di Nonhlanhla Mathhe. Presto saranno a disposizione i materiali anche in italiano e ve ne daremo conto.

Riforma, 13 gennaio 2020