Io credo. Vieni in aiuto alla mia incredulità

„Tutto è possibile a colui che crede“ dice Gesù ad un padre, che va da lui con suo figlio malato. Il padre ammette il suo dubbio e risponde: “Io credo. Vieni in aiuto alla mia incredulità” Quindi Gesù guarisce il giovane.

Ah, se fosse davvero sempre così facile! Solo un po’ più di fede, e tutto sarebbe possibile? Sarebbe bello, penso. Troppo bello, per essere vero. Se non ci fosse il dubbio. Ma fede e dubbio, questa coppia di differenti, appartengono sino ad oggi l’uno all’altro.

Il mondo, comparato con quello di un decennio fa, è diventato tutta un’altra cosa: è divenuto migliore, nel complesso più pacifico. A noi che viviamo in Europa le cose vanno bene come mai prima. Medicina, tecnica, economia hanno compiuto incredibili progressi. Ma gli uomini dubitano.  Non lo credono e si lamentano, anche perché spesso gli viene detto: “Il mondo è sottosopra”. “Tutto peggiora”. “Va tutto a rotoli”. La mancanza di fiducia è diventata una caratteristica molto diffusa nel nostro mondo secolare.

Per mia esperienza personale lo so anche io: ci sono fasi, nelle quali mi godo la mia vita, ne sono felice e ringrazio Dio per questo. Ci sono però anche fasi, nelle quali ho l’impressione, che niente vada bene e anche sulla mia fede non posso fare affidamento – quando la vita semplicemente non va come io me la immagino.

La lotta conflittuale tra fede e diffidenza, tra fiducia e sfiducia, tra speranza e dubbio si presenta anche all’inizio del nuovo anno: troppo volentieri voglio confidare pienamente, che la mia fede sia un sostegno saldo, col quale io posso entrare nel nuovo anno contento e curioso. D’altra parte conosco i dubbi, che si manifestano nei primi giorni e nelle prime settimane: come posso gestire tutte le aspettative per questo nuovo anno? Mi aiuterà la salute? Avrò dei chiarimenti alle mie domande esistenziali?

“Io credo. Vieni in aiuto alla mia incredulità!” La mia incredulità necessita di un aiuto. Questo non è grave, perché così riconosco, che la fede non è una conquista, che io stesso posso acquisire, guadagnare o imparare. La fede è un regalo – un principio fondamentale della Riforma.  E ogni volta devo riceverlo in dono. E’ un processo, che avviene nuovamente di giorno in giorno e del quale bisogna prendersi cura. Proprio per questo il versetto dell’anno si adegua bene al 2020, perché viviamo in un’epoca nella quale gli uomini credono di poter fare tutto da soli. Noi uomini proviamo a divenire Dio stesso con l’aiuto della tecnica, dell’intelligenza artificiale, e di quant’altro. Il versetto dell’anno e la situazione del mondo mostrano però che: non siamo in grado di dare forma alla nostra vita o alla vita del creato, ma al contrario desideriamo ogni giorno Dio e il regalo di Dio, la fede in lui.

Accettare e confidare in questo, è quello che voglio per il nuovo anno. Il dono di Dio deve anche raggiungermi e contagiarmi, così che io possa agire di conseguenza.

Con esso l’impossibile diventa possibile. Anche là dove io non vedo prospettive, può arrivare la luce. Anche là dove non penso ci sia luce, c’è vita, c’è futuro. All’inizio del nuovo anno questo versetto confortante mi dà coraggio: Non avere paura! Non ti far scoraggiare! Fidati! E‘ come se Gesù mi dicesse: „davanti a te c’è il nuovo anno con molte prospettive, con possibilità ed incontri. Parti con molta fiducia e guarda emozionato cosa ti viene incontro! Anche se non sai, quale via in particolare percorrerai, sono con te, ti do forza.”

“Io credo. Vieni in aiuto alla mia incredulità!” ha chiamato il padre preoccupato nel momento del bisogno. La fede è un’aspettativa, che ripone fiduciosa tutto in Cristo, anche se non tutti i nostri desideri vengono esauditi.

 

Vi saluta cordialmente da Milano all’inizio dell’anno 2020 il vostro pastore Johannes de Fallois.