18 dicembre 2020 | Il presepe (sudtirolese)

Il calendario dell’Avvento di oggi ci porta in una delle più antiche tradizioni natalizie:

La tradizione dei presepi che risale ai primi tempi del cristianesimo.

Come fondatore della rappresentazione dell’evento natalizio è considerato Francesco d’Assisi, che intorno al 1232 a Greccio evocò l’evento natalizio con persone e animali vivi invece che con una predica. E’ questo che nella tradizione si è affermato poi come “presepe vivente”.

Le vecchie rappresentazioni del presepe si limitavano al Bambino Gesù sdraiato in una mangiatoia con due animali, un bue e un asino. Si presume che l’asino, che non è esplicitamente nominato negli scritti, servisse come bestia da soma. Il bue, invece, ha fatto il suo ingresso nella stalla del miracolo natalizio perché, secondo l’evangelista Luca, “conosceva la mangiatoia del suo padrone!”

Solo nel Medioevo si aggiunse la figura di Maria, e ancora più tardi quella di Giuseppe. L’immagine di una “Sacra Famiglia” si coniugava con il desiderio di armonia e comprensione. Un desiderio che fa ancora oggi del Natale la “festa della famiglia”.

I Re Magi d’Oriente, con i loro doni, oro, incenso e mirra, sono conosciuti a partire dal quinto secolo. Il numero dei saggi si riferiva al numero dei doni, mentre la loro origine e il colore della pelle si riferivano ai tre grandi continenti conosciuti all’epoca, Europa, Africa e Asia. Rappresentavano anche le tre età della vita: la gioventù, la maturità e la vecchiaia.

I presepi di oggi sono colorati e diversi come l’umanità stessa. I volti delle figure, il loro abbigliamento e anche l’ambiente esterno come la capanna o la stalla sono adattati alle circostanze locali. Le diverse narrazioni bibliche degli evangelisti Matteo e Luca sono riunite nel presepe raffigurante la storia del Natale. Così l’adorazione dei pastori ottiene un posto proprio accanto ai saggi d’Oriente.

Esistono diverse tradizioni per l’allestimento del presepe negli edifici pubblici, nelle chiese e nei salotti. Di norma, durante l’Avvento le figure vengono esposte in successione, in modo da essere completate entro la vigilia di Natale.

Il presepe altoatesino è costituito da figure di legno intagliate a mano, le più preziose delle quali provengono dalla Val Gardena ladina, che vanta una lunga tradizione di artigianato artistico nell’intaglio del legno. Durante i freddi mesi invernali, quando il lavoro nei masi era fermo e la campagna riposava sotto una spessa coltre di neve, venivano e vengono ancora scolpite le figure del presepe. Il presepe altoatesino è un presepe contadino. Il paesaggio è alpino e le figure del presepe s’ispirano alla tradizione contadina sudtirolese. Naturalmente nel tempo le cose sono un po’ cambiate e oggi i presepi si producono per lo più anche con l’aiuto di macchinari, ma ciononostante anche queste realizzazioni conservano il fascino del tipico presepe gardenese. Un presepe è un progetto di vita, o meglio un progetto generazionale. Cresce di anno in anno. E questo vale anche per il presepe a casa nostra.

Vi auguriamo una benedetta stagione d’Avvento,

Pastore Martin Krautwurst e sua moglie Ulrike, Comunità Evangelica Luterana di Merano

 

Trad.: nd
Foto: Krautwurst

 

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